Terremoto a Rieti, L’Aquila e nel Centro Italia: Ci sono tanti morti [FOTO]

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    Quattro forti scosse di terremoto si sono registrate ieri a Roma, L’Aquila, Rieti e nelle zone del Centro Italia, già colpite dal sisma del 24 agosto e del 26 ottobre 2016. La prima vittima accertata di questo terremoto è un pensionato di 83 anni, rimasto sepolto dal crollo della sua stalla a Castel Castagna (Teramo). A Farindola, in provincia di Pescara, una valanga ha travolto l’Hotel Rigopiano. Uno dei capi del Soccorso alpino abruzzese, Antonio Crocetta, ha dichiarato all’Ansa che ci sono tanti morti.

    Un altro uomo è la prima vittima estratta dalle macerie dell’hotel Rigopiano. L’albergo è in parte crollato e in parte sommerso dalla neve. Il personale dell’albergo e i clienti sarebbero da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. Un superstite, Giampaolo Parete di 38 anni, ha raccontato ai medici: “Sono salvo perché ero andato a prendere una cosa in automobile”. La moglie e i due figli di Parete sono sotto le macerie. “E’ arrivata la valanga – ha raccontato Giampaolo – sono stato sommerso dalla neve, ma sono riuscito a uscire. L’auto non è stata sepolta e quindi ho atteso lì l’arrivo dei soccorsi”.

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    Ieri l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha registrato numerosi eventi sismici nella provincia di Rieti e nella provincia dell’Aquila tra Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto e Cagnano Amiterno. I più forti sono stati di magnitudo maggiore di 5.0 della scala Richter tra le 10:14 e le 14:33.

    Le scosse molto forti sono state avvertite in diverse regioni: Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria e anche in gran parte della Toscana e del Molise. Tanta paura a Roma, Terni, Rieti, L’Aquila, Teramo, Assisi, Ancona, Ascoli Piceno e Campobasso.

    Il presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni ha chiesto alla ministra della Difesa Roberta Pinotti un ulteriore e rafforzato impegno dell’esercito per garantire la massima presenza e prossimità dello Stato nei luoghi già colpiti dal sisma e nuovamente interessati dalle scosse.

    Scuole e uffici pubblici evacuati in Lazio, Umbria e Marche e alcune stazioni della metro della Capitale sono state evacuate a scopo precauzionale. Ieri la sindaca di Roma Virginia Raggi ha convocato d’urgenza una riunione del Centro Operativo Comunale (COC). Nei comuni di Amatrice e Accumoli si sono verificati alcuni crolli. Tutte le stazioni dell’A24 sono state chiuse per verificare la presenza di eventuali danni.

    La situazione è piuttosto drammatica in diversi comuni del Centro Italia, che sono alle prese anche con l’emergenza neve. Ieri il presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino ha lanciato un disperato appello mediante un video condiviso sul suo profilo Facebook: “Ci sono state tre scosse di terremoto e la situazione è di totale emergenza in tutta la provincia di Teramo. Ci sono centri isolati per neve, non riusciamo a capire se ci sono danni. La sala operativa è stata sgombrata e dalla Prefettura ci stiamo spostando al Parco della Scienza. Abbiamo bisogno di aiuto. Dovrebbero intervenire l’esercito e il genio militare. Ci sono paesi senza energia da più di 48 ore”.

    Il ricercatore dell’Igag Andrea Billi ha parlato di un fenomeno di contagio sismico: “E’ ancora presto per sapere con esattezza quale sia stata la faglia o le faglie che hanno generato le scosse registrate, ma è probabile che ancora una volta si sia trattato di un fenomeno di contagio sismico tra faglie adiacenti, anche detto effetto domino o a cascata”. L’Ingv ha dichiarato che non si è mai vista una serie di terremoti succedersi con queste modalità. A tal proposito il sismologo Alessandro Amato ha asserito: “La successione di quattro sismi di magnitudo superiore a 5 nell’arco di tre ore è un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si è manifestato”.

    Sono davvero tante le richieste di aiuto. “Ci sono state tre scosse violentissime – ha riferito Donato De Santis di Montereale all’Ansa – paragonabili a quelle del terremoto dell’Aquila e di Amatrice. Sono mesi che siamo perseguitati dalle scosse, che non si esauriscono mai. Vogliamo metterci in salvo, non sappiamo che cosa potrà succedere. Ma siamo bloccati dalla neve. E’ caduto in questi giorni quasi un metro di neve, che ha di fatto bloccato le strade di accesso al paese. Qui la gran parte delle case sono antiche, e temiamo che possano esserci dei crolli importanti. Per ora ci rifugiamo nelle poche case antisismiche che ci sono, poi si vedrà”.

    Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha asserito all’Ansa: “In questo momento è impossibile avere un quadro certo delle conseguenze delle ultime scosse di terremoto nelle Marche: alcuni centri sono coperti da due metri di neve, le linee telefoniche sono in tilt e non riusciamo ad avere notizie dirette”. La protezione civile delle Marche ha diramato un allarme valanghe sul territorio regionale. La Croce Rossa Italiana ha pubblicato un vademecum su Twitter fornendo tutte le informazioni e i consigli utili su cosa fare in caso di terremoto.

    Ieri mattina il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci ha dichiarato all’Ansa: “A parte qualche crollo nella zona rossa, che immagino ci sia stato, non mi segnalano particolari criticità in seguito alla scossa delle 10.25. Stiamo tentando di raggiungere Accumoli ma c’è molta neve“. Per poi aggiungere: “La Salaria è chiusa, c’è un metro di neve e ad Accumoli sarà anche di più. Oggi avevamo il consiglio comunale. Al momento non ho notizie di crolli – ha proseguito Petrucci -, perché non riesco a contattare nessuno, ma nel caso saranno caduti edifici disabitati e già danneggiati”. Ad Amatrice è crollato il campanile di Sant’Agostino. A Norcia è crollata la sala d’attesa dell’ambulatorio.

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    Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio ha spiegato a Sky Tg24 che le scosse non sono mai terminate dal 24 agosto: “Abbiamo superato le 45mila. Le persone che vivono su quei territori lo vivono quotidianamente”. Trenitalia ha comunicato che la circolazione ferroviaria è sospesa sulle seguenti linee per verifiche all’infrastruttura da parte dei tecnici di Rfi: Sulmona – Terni, Sulmona – Avezzano, Orte – Fara Sabina, Civitanova – Albacina,Ascoli – Porto D’Ascoli, Teramo – Giulianova, Orte – Falconara, Attigliano – Viterbo, Terontola – Foligno.

    La Regione Lazio ha reso noto sui social i numeri della Protezione Civile e della sala operativa regionale da utilizzare solo in caso di necessità.

    Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha promesso che nonostante il terremoto non si fermi, la ricostruzione si farà ugualmente.

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