Tallio, famiglia avvelenata: svolta nel mistero

Eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il nipote 27enne, emessa dal gip del Tribunale di Monza in accoglimento alla richiesta della Procura. Il ragazzo ha confessato la responsabilità per il triplice omicidio e il tentato omicidio di altre 5 persone. Il giallo assume una chiave di lettura inaspettata a due mesi dall'avvio dell'indagine condotta dai Carabinieri dell'Aliquota Operativa di Desio.

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    Tallio, famiglia avvelenata: svolta nel mistero

    Svolta nel mistero della famiglia avvelenata dal tallio. Dopo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa all’indirizzo del nipote 27enne dei due coniugi di 94 e 87 anni e della figlia 62enne morti in circostanze misteriose nel Monzese, il ragazzo avrebbe confessato. I tre erano deceduti lo scorso ottobre per avvelenamento da ingestione di solfato di tallio. Le indagini sono condotte dai Carabinieri della Compagnia di Desio, che hanno notificato l’ordinanza.

    Avvelenati da tallio: il nipote 27enne confessa

    L’indagine è condotta dall’Aliquota operativa di Desio, comandata dal S. Ten. Francesco Lionello. Gli inquirenti si sono trovati davanti a un difficile lavoro di ricostruzione, sino alla svolta: al 27enne si contesta l’omicidio dei tre, rispettivamente nonni e zia paterni. Le indagini hanno subito un’accelerazione notevole dopo il ritrovamento di tracce di veleno nell’erba per gli infusi a casa dei parenti dei deceduti.

    Il ragazzo avrebbe confessato poco dopo l’arresto, dichiarando di non voler collaborare e fornendo agli inquirenti una particolare motivazione per l’assurdo gesto: “L’ho fatto per punire soggetti impuri”.

    La prima svolta era arrivata dai risultati delle analisi condotte sul campione repertato, all’Istituto Zooprofilattico di Torino. Non si sarebbe trattato di un prodotto confezionato. Altre 5 persone erano finite all’ospedale e sono attese per le prossime ore le novità che emergeranno dal lavoro degli inquirenti.

    Al 27enne si contesta anche il tentato omicidio di altre 5 persone: i nonni materni, un’altra zia, il marito della zia deceduta e la badante dei nonni paterni.

    Un’intera famiglia distrutta

    Il bilancio della drammatica vicenda è un’intera famiglia distrutta. L’inchiesta, che va avanti da due mesi, sembra svelare ogni giorno nuovi retroscena. Tre morti e cinque sopravvissuti in quello che starebbe assumendo, ora dopo ora, i contorni di una strage premeditata. Il nonno e la zia del 27enne sono morti entrambi il 2 ottobre scorso, stessa sorte per la nonna qualche giorno dopo, il 13 ottobre.

    Stando alle indagini, il giovane avrebbe intrapreso un percorso di documentazione personale per procurarsi del veleno, contattando persino alcune aziende per l’acquisto di arsenico. Avrebbe poi desistito dall’intento dopo aver percepito il rischio di essere rintracciato nelle transazioni. Per questo, avrebbe virato sull’acquisto del solfato di tallio a Padova.

    Scartate le prime ipotesi d’indagine

    La prima fase delle indagini si era concentrata sull’ipotesi che potesse trattarsi di un avvelenamento accidentale avvenuto in una casa di campagna di proprietà della famiglia. Proprio lì si sarebbero recati per diversi giorni tutti quanti, insieme alla badante. Il soggiorno in quel luogo, nello stesso arco di tempo, aveva indirizzato gli inquirenti verso la possibilità che si trattasse di una tragica fatalità (ad esempio l’avvelenamento attraverso il cibo).

    La conferma che ci fosse un ‘avvelenatore’ da smascherare, all’orizzonte dell’inchiesta, era arrivata con la scoperta di tracce del potente veleno nelle erbe per la tisana, in casa dei nonni materni del 27enne indagato, scampati alla morte.