Taiwan, il consumo di carne di cane e di gatto è stato vietato: è il primo Paese asiatico

Il Parlamento di Taiwan ha approvato un emendamento alla legge sulla protezione degli animali: multe salatissime e pene severe per chi mangia carne di cane e gatto. Si tratta del primo Paese in Asia che ne vieta il consumo.

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    Taiwan, il consumo di carne di cane e di gatto è stato vietato: è il primo Paese asiatico

    AP/LaPresse

    Svolta per Taiwan, primo Paese asiatico in cui il Parlamento ha vietato vendita e consumo di carni di cane e di gatto. Si tratta del primo passo verso la tutela “allargata” degli animali domestici, la cui carne è tradizionalmente consumata in Asia. Anche la Cina e la Corea sarebbero sulla stessa rotta, almeno per quanto concerne la sensibilità dell’opinione pubblica su un tema più volte dibattuto nel mercato orientale. E’ la prima volta che un Paese asiatico affronta il tema dotandosi di uno strumento legislativo che vieta l’uso di queste carni nell’alimentazione umana. L’emendamento alla legge, appena approvato, prevede pene durissime per chi contravviene alle nuove norme e punta il focus dell’attenzione anche sul tema dei maltrattamenti sugli animali.

    La svolta del primo Paese in Asia contro la dieta a base di carne di cani e gatti

    Il Parlamento di Taiwan ha stabilito pene severe, come la reclusione sino a due anni di carcere e multe salatissime per coloro che violeranno la legge: la carne di cane e gatto non si mangia più, né si può, ovviamente, vendere.

    Tra le sanzioni si prevedono multe da 7.600 a 61.000 euro (in dollari di Taiwan equivalgono a cifre da 250.000 a 2 milioni). I recidivi rischiano una condanna a un massimo di 5 anni di reclusione, con l’aggravante della pubblicazione dei nomi e delle foto segnaletiche dei trasgressori.

    Il sì del governo al divieto assoluto in materia rientra nel pacchetto di nuove norme volte alla maggior tutela degli animali. Si tratta di uno sviluppo “storico” che segue la scia del cambiamento iniziato nel 2001: in quell’anno venne, infatti, approvata la legge contro la vendita di carni e pellicce di animali domestici per scopi di lucro. Il provvedimento decisivo è stato adottato anche seguendo il sentimento del presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, secondo cui i cani e i gatti sono considerati come “animali da compagnia”, non più tra quelli “commestibili”.

    Attualmente in Asia le stime hanno restituito una fotografia allarmante: vengono macellati mediamente 60 milioni di cani all’anno, una situazione insostenibile per Taiwan, che si è ora tirato fuori dallo standard asiatico.

    In Cina uno dei più grandi massacri di animali domestici: il Festival di Yulin

    Uno dei più grandi massacri legalizzati di animali al mondo è il Festival di Yulin, che ogni anno in Cina vede la macellazione di migliaia di cani, poi serviti al mercato turistico locale. E la querelle si muove intorno ai sostenitori del consumo di queste carni, che associano “facilmente” al consumo occidentale di ovini, suini e bovini. Più accesa si sta invece dimostrando la protesta degli animalisti asiatici, e con buon probabilità si arriverà a un punto di svolta anche nelle aree culturalmente più “ortodosse” rispetto a questa pratica, seppur non nel breve periodo.

    E dalle nostre parti? Nonostante mangiare animali domestici sia illegale, non possiamo certo dire di essere esenti dal fenomeno, almeno a livello “subculturale”. La carne di gatto in Italia si mangia, molto più di quanto si possa immaginare. Si pensi, ad esempio, alla denuncia fatta dall’Aida&a (Associazione italiana difesa animali e ambiente) nel 2014, secondo cui circa 6.000 esemplari sarebbero finiti nel piatto di alcuni italiani, e la pratica culinaria, sebbene in calo, non sarebbe del tutto abbandonata.

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