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Svolta nella morte di Fortuna Loffredo: la piccola era finita in una rete di pedofili

Svolta nella morte di Fortuna Loffredo: la piccola era finita in una rete di pedofili
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    Svolta nella morte di Fortuna Loffredo: la piccola era finita in una rete di pedofili

    Svolta nella morte di Fortuna Loffredo. La bambina morta al parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014, cadendo giù dal sesto piano dell’edificio dove abitava con la madre, era finita in una rete di pedofili. Inizialmente si era pensato a un terribile e maledetto incidente, una versione che era sempre stata categoricamente rifiutata dalla mamma di Fortuna, ma con il passare del tempo era spuntata l’ipotesi di un orco presente proprio nel palazzo del parco verde. Una tesi avvalorata poi dai risultati dell’autopsia sul corpo della bimba che avevano confermato che la piccola aveva subìto abusi sessuali reiterati. Oggi i carabinieri della Compagnia di Casoria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura di Napoli Nord, nei confronti di Raimondo Caputo. L’uomo è il convivente della madre dell’amica del cuore della bambina e di Antonio Giglio, un bambino morto in circostanze molto simili un anno prima di Fortuna Loffredo, precipitando dal balcone.

    Fin dalle prime indagini la mamma di Fortuna, Domenica Guardato, ha sempre sospettato che sua figlia fosse finita in una rete di pedofili, della quale altri bambini del palazzo del parco verde sono vittime.

    Ora Raimondo Caputo è accusato di violenza sessuale e omicidio poiché secondo gli inquirenti avrebbe attirato la piccola Fortuna nel suo appartamento per abusare di lei e subito dopo l’avrebbe uccisa. Una storia raccapricciante che fa rabbrividire ancora di più se si pensa che Raimondo Caputo era già stato in carcere insieme con la sua compagna da novembre 2015 con l’accusa di violenza sessuale sulla figlia di tre anni…

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    “Da una parte sono contenta perché ho avuto giustizia – ha dichiarato la mamma di Fortuna -, dall’altro dico che quei due devono marcire in carcere perché hanno ammazzato mia figlia”. Si è poi rivolta ai due vicini di casa e ha dichiarato: “Voglio guardarvi in faccia per capire perché lo avete fatto”. Domenica Guardato ha poi sottolineato: “Sono sempre stata sicura che fossero stati loro, l’ho sempre detto. Forse si è perso troppo tempo, due anni. Io l’ho detto da quel giorno. Mia figlia amava la vita, non poteva essersi buttata giù. L’ho sempre saputo che era stata uccisa. Lui non l’ho mai incontrato, ma a lei ho chiesto e ha sempre negato. Lei è malata e c’è anche un’altra persona che sapeva tutto, la mamma di quella donna.

    Qui c’è un altro bimbo morto come Fortuna, il piccolo Antonio – ha aggiunto la donna – cosa dicono quei due del piccolo Antonio, cosa?”.

    Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, ha dichiarato che si tratta del peccato più orribile che si possa immaginare e si augura che la verità possa finalmente segnare un momento di rinascita per la gente del parco verde. La mamma di Fortuna ha poi attaccato i vicini di casa perché anche oggi, che è emersa la crudele e diabolica verità, sono rimasti tutti in silenzio.

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    “Pensavo, speravo, che oggi, almeno oggi, qualcuno di questo maledetto parco venisse da me per dirmi qualcosa, un abbraccio, ed invece niente – ha asserito Domenica Guardato – Qui c’è sempre stato e sempre ci sarà il silenzio. Io so solo che ora mi ritrovo ad essere l’unica condannata perché mi ritrovo con un dolore immenso, che non passerà mai. Perché amavo Fortuna, come solo una mamma può fare e me l’hanno uccisa. E ad oggi non so ancora perché”.

    R.I.P. Fortuna.

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