Stupro e violenza sulle donne, tutte le sentenze shock

Stupro e violenza sulle donne, tutte le sentenze shock
da in Violenza sulle donne
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    stupro no reato

    Quando si parla di stupro e violenza sulle donne, spesso dobbiamo fare i conti con sentenze shock e decisioni che hanno veramente dell’incredibile: non solo in molti casi il carnefice non viene arrestato, ma capita anche che dei giudici diano la colpa della violenza subita alla donna. Ultima in ordine di tempo arriva la sentenza di un’Università americana secondo cui se non c’è orgasmo lo stupro non è considerato un reato. Le autorità federali americane hanno deciso di aprire un’indagine su come la University of Southern California (Usc) abbia gestito alcuni casi di violenza sessuale nei confronti delle studentesse dell’ateneo: secondo alcune ragazze, gli stupratori non sono stati perseguiti perché durante la violenza non hanno raggiunto l’orgasmo.

    “Non c’è stato l’orgasmo e per questo il violentatore non può essere punito”: una sentenza assolutamente scioccante che arriva dagli Stati Uniti. Secondo il sito web BuzzFeed, il ministero dell’istruzione ha aperto un procedimento ufficiale visto che ben 14 ragazze hanno denunciato il Dipartimento di sicurezza pubblica della Usc. Una ragazza ha anche riferito di essere stata violentata da un suo compagno di studi che però l’ha passata liscia perché, come le hanno detto dal Dipartimento di Sicurezza dell’Università, l’uomo “non ha avuto un orgasmo”. Oltre all’assurdità di questa decisione, va anche sottolineato che il codice penale della California dice che qualsiasi penetrazione è associata allo stupro. Un’altra studentessa ha presentato all’Ateneo una registrazione in cui il suo stupratore ammetteva il reato. Dall’Università però non le hanno fatto sapere nulla, fino a che non ha scoperto lei stessa che il caso era stato chiuso senza alcun provvedimento.

    Si tratta in questo caso di una sentenza del 2006 e per la precisione della numero 6329 del 20 gennaio 2006. Una ragazzina quattordicenne costretta a vivere e cresce in un ambiente socialmente degradato e difficile, dato che non era più vergine non avrebbe, secondo il giudice, riportato gravi danni dopo le stupro da parte del patrigno. Secondo la Terza Sezione Penale della Cassazione, lo stupro subito dalla ragazzina da parte del patrigno di 40 anni è stato un atto meno grave di altri dato che le giovane non era più vergine.

    Sicuramente tantissime di voi ricorderanno questa sentenza che ha aperto, purtroppo la strada, alle decisioni shock in materia di violenza sessuale. La sentenza numero 1636 della Cassazione, del 1999, negò l’esistenza di uno stupro perché la vittima “indossava i jeans”.

    Insomma, se una donna indossa dei jeans è impossibile che venga stuprata. I giudici infatti hanno motivato la sentenza con il fatto che il jeans “è un indumento che non si può sfilare nemmeno in parte senza la fattiva collaborazione di chi lo porta“. Secondo i giudici infatti, la vittima in questione, evidentemente non era poi così convinta di non voler subire lo stupro.

    Recente è il provvedimento che sottolinea come non possa essere imposta per legge la custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale di gruppo. Lo dice Consulta, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 275 comma 3 del codice di procedura penale, come modificato dal decreto legge 11/2009. “Ciò che vulnera i parametri costituzionali – troviamo scritto nella sentenza n.232 – non è la presunzione in sé, ma il suo carattere assoluto, che implica una indiscriminata e totale negazione di rilevanza al principio del ‘minore sacrificio necessario’“.

    Se una donna subisce uno stupro di gruppo, può essere certa che non tutti i violentatori avranno la stessa pena. Perché? Semplicemente perché con la sentenza 40565 del 16 ottobre 2012 la Corte di Cassazione ha deciso che durante una violenza di gruppo, uno sconto di pena deve essere concesso a chi “non abbia partecipato a indurre la vittima a soggiacere alle richieste sessuali del gruppo, ma si sia semplicemente limitato a consumare l’atto”. Insomma, tutto bene se si stupra, l’importante è trovare la vittima già in stato confusionale o immobilizzata da altri.

    Marte Deborah Dalelv, una ragazza norvegese di 24 anni è stata graziata e potrà lasciare gli Emirati Arabi Uniti dopo essere stata stuprata e condannata perchè colpevole di rapporti sessuali extra-matrimoniali. La ragazza era stata stuprata da un collega: lei aveva denunciato tutto alle autorità; è però stata riconosciuta colpevole di rapporti sessuali fuori dal matrimonio, falsa testimonianza e consumo di alcol, tutte cose tremende per una donna in tantissimi paesi. Il ministro degli Esteri di Oslo, Espen Barth Eide, ha sottolineato come sia “molto strano che una persona che denuncia uno stupro venga condannata per atti che nella nostra parte di mondo non sono neanche un crimine“.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Violenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Lunedì 29/07/2013 10:38
     
     
     
     
     
     
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