Stupro di Rimini, bufera sul mediatore culturale: ‘Il peggio è all’inizio, poi la donna si calma’

Frase shock di un mediatore culturale del centro d’accoglienza e smistamento migranti, Lai-Momo sullo stupro di Rimini: “Il peggio viene solo all'inizio, poi una donna diventa calma e gode come un rapporto sessuale normale'. Il commento fatto dal 24enne Abid Jee che lavora per la coop ha scatenato indignazione e ora rischia il licenziamento.

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    Stupro di Rimini, bufera sul mediatore culturale: ‘Il peggio è all’inizio, poi la donna si calma’

    Lo stupro di Rimini, la brutale aggressione fatta dal branco ai danni di una ragazza polacca e del suo fidanzato, ha sconvolto l’intera città romagnola, ancora sotto shock. Tra i tanti che ne hanno parlato, è apparso un commento da parte di un ‘addetto ai lavori’ che ha scatenato indignazione e polemica. In particolare, il post su Facebook, successivamente rimosso, di un mediatore culturale: ‘Il peggio è all’inizio, poi la donna si calma’, avrebbe scritto riferendosi allo stupro.

    Mediatore culturale sotto accusa: la frase shock sullo stupro

    “Lo stupro è peggio ma solo all’inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale”. Questa la frase shock scritta su Facebook a commento dell’accaduto da parte di Abid Jee, 24 anni, che dal dicembre 2016 lavora come mediatore culturale per la cooperativa bolognese Lai-Momo. Il ragazzo è da qualche mese all’hub regionale di via Mattei, dove vengono smistati i migranti poi ridistribuiti in tutta la regione, ma anche in altre strutture di accoglienza della città.

    Il post ha destato subito indignazione ed è stato rimosso ma ormai era troppo tardi: adesso rischia il licenziamento. A confermarlo la stessa responsabile dell’area sociale della cooperativa Lai-Momo, Silvia Festi, che consta di 75 dipendenti. “Abbiamo verificato e confermiamo che il profilo Facebook corrisponde a un nostro dipendente, stiamo prendendo i provvedimenti conseguenti”. In attesa del verdetto, la cooperativa fa sapere che si dissocia in maniera più assoluta dalla frase vergognosa pronunciata dal suo collaboratore, che tra l’altro come tutti, aveva sottoscritto e approvato il codice etico dell’associazione. Sul proprio profilo Facebook, la cooperativa aggiunge: “Ribadiamo la nostra ferma condanna delle affermazioni contenute in questo post, in quanto profondamente contrarie ai principi che sono alla base del nostro pensiero e del nostro modo di lavorare”.

    Comune di Bologna: ‘Parole di una gravità inaudita’

    Oltre ai commenti degli utenti, ha espresso la più ferma condanna anche l’assessore al welfare del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo.

    “L’aggressione della coppia polacca a Rimini, lo stupro di gruppo della ragazza e della transessuale – scrive- è un fatto di una sconvolgente brutalità e disumanità che provoca rabbia e rivalsa collettiva e che chiede di trovare subito i responsabili e chiede alla giustizia di garantire una pena esemplare e certa. Aggiungere all’indignazione per questa vicenda, parole di una gravità inaudita come quelle messe a commento della notizia da parte di un operatore sociale che opera nel campo della accoglienza dei migranti, è intollerabile”.

    Il duplice stupro di Rimini

    Il duplice stupro di Rimini risale alla notte del 26 agosto. Una coppia polacca in vacanza è stata aggredita dal branco in spiaggia: lui picchiato e lei violentata. Erano in quattro e dopo avere tramortito il fidanzato che era con lei con una bottigliata, hanno poi abusato di una prostituta transessuale nella zona della Statale a Miramare. Un fatto che ha sconvolto l’intera città per la brutalità e violenza con la quale si sono consumati i due episodi ad opera dello stesso gruppo. Si era mobilitato subito il sindaco di Rimini Andrea Gnassi attivando con le Asl e altre istituzioni il supporto necessario alle vittime e invitando chiunque sapesse qualcosa a parlare.

    Intanto i due giovani polacchi, ancora ricoverati, sono stati riascoltati dagli investigatori: secondo quanto emerso, i ragazzi avrebbero sentito i quattro aggressori parlare in un inglese stentato, prima per offrire loro da bere e una sigaretta e poi per chiedere soldi. Al rifiuto della coppia, al loro ultimo giorno di vacanza, lui è stato picchiato, lei violentata a turno su un pedalò e poi spinta verso la battigia e in acqua. Quando la turista polacca si è ripresa, si è trascinata sino alla passerella pedonale dove ha visto il compagno a terra insanguinato e ha iniziato a urlare, riuscendo a farsi sentire da una prostituta in strada che ha dato l’allarme.

    La squadra Mobile della questura ha setacciato il lungomare di Miramare, i locali notturni, le colonie abbandonate e le vie traverse della Statale. Secondo alcune telecamere di sorveglianza il branco potrebbe essere composto da 4 nordafricani legati al mondo dello spaccio.