Stupro di gruppo in un centro sociale a Parma: le Romantic Punx rompono il muro dell’omertà

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    Stupro di gruppo in un centro sociale a Parma: le Romantic Punx rompono il muro dell’omertà

    Oggi è iniziato il processo che vede sul banco degli imputati alcuni componenti del centro sociale antifascista Raf di Parma accusati di stupro di gruppo ai danni di una giovane ragazza, Claudia (nome di fantasia). I fatti risalgono a sei anni fa quando, durante la festa del 12 settembre in cui ricorre la cacciata delle camice nere da Parma, la giovane poco più che maggiorenne venne stuprata per un’intera e terribile notte da tre (forse quattro) compagni, dopo averla drogata, e filmata senza pietà con un cellulare durante ogni passaggio dello stupro di gruppo.

    La giovane vittima si risvegliò dall’incubo dello stupro di gruppo all’alba… I compagni l’avevano abbandonata a terra… “Ripresi i miei vestiti e me ne andai – aveva raccontato qualche anno fa la ragazza agli inquirenti – lì dentro non c’era più nessuno”. Lei inizialmente non denunciò gli abusi e le violenze sessuali subite per vergogna, per paura, per imbarazzo e anche per dimenticare…

    Il 30 agosto del 2013 scoppiò una bomba carta accanto alla sede di CasaPound e nel mirino degli inquirenti finirono proprio i militanti della Raf. Anche Claudia venne interrogata, ma lei precisò subito ai carabinieri che da quel mondo si era allontanata dopo una brutta storia. In quell’occasione Claudia raccontò agli inquirenti quella agghiacciante e terribile notte del 12 novembre 2010… In seguito alla denuncia d’ufficio per stupro di gruppo, lo scorso anno Francesco Cavalca di 25 anni, Francesco Concari di 29 anni e Valerio Pucci di 24 anni finirono ai domiciliari. I compagni della Raf fecero quadrato attorno agli indagati e contattarono Claudia per convincerla ad alleggerire le dichiarazioni, facendo così partire una nuova indagine per favoreggiamento. Nuovi insulti, minacce e offese alla povera Claudia: “Con gli sbirri devi solo tacere!”. Tutte le compagne del centro sociale Raf non hanno mai proferito parola…

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    Leggiamo alcune parole di un post diramato dalle Romantic Punx, assieme ad un gruppo di Guerriere Sailors: “La violenza è avvenuta su un soggetto totalmente incosciente – scrivono le Romantic Punx -, condizione che pare impossibile possa essere stata causata soltanto dal (poco) vino che lei ricorda di aver bevuto. Al momento dello stupro era incapace di dare il suo consenso o di opporre resistenza fisica o verbale”. Per poi sottolineare: “E nei giorni, settimane, mesi successivi allo stupro continua a girare un video che tutti guardano eppure dove nessuno vede la violenza. Se una donna o un uomo sono palesemente alterati perché sotto l’effetto di alcol o droghe non possono dare un consenso. Senza consenso è stupro. Se non diamo il consenso e percepiamo una parola, un atteggiamento o un rapporto come degradante o violento è stupro”.

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    “Ciò che è accaduto a lei poteva succedere ad ognuna di noi – proseguono le Romantic Punx – Ed oggi ci alziamo in piedi, ritti come chiodi che scintillano nella notte delle belle cose, insieme, contro la violenza avvenuta quella notte in via Testi, la vergogna di quel video diffuso e l’orrore di quel nomignolo. Contro il suo abbandono e l’incapacità di vedere il disagio di una donna. Contro l’omertà e il muro di silenzio. Contro i modi e il linguaggio adottati nei suoi confronti. Contro chi l’ha processata, condannata e punita basandosi su voci e fatti incompleti e di parte. Contro chi l’ha minacciata, aggredita, allontanata dagli spazi occupati usando la violenza…”.

    Una storia davvero sconvolgente, atroce e abominevole che sta scuotendo l’opinione pubblica nazionale e indignando il popolo della Rete. Forza Claudia, siamo tutti con te!

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