Stupro di Firenze, parla per la prima volta la studentessa 21enne: “Fiducia nella giustizia italiana”

A un mese dallo stupro di Firenze, parla una delle due studentesse americane, la 21enne. La ragazza, al momento negli Stati Uniti, dove fatica a ritornare alla sua vita normale, fa sapere che sarà presente all’udienza che vede imputati i due carabinieri. Nel suo messaggio, la fiducia nel sistema giudiziario italiano e la gratitudine per la Firenze che si è schierata contro la violenza sulle donne.

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    Stupro di Firenze, parla per la prima volta la studentessa 21enne: “Fiducia nella giustizia italiana”

    Rompe il silenzio dopo un mese, una delle due studentesse americane dello stupro di Firenze. E’ la più grande, quella di 21 anni, che la notte tra il 6 e il 7 settembre era insieme alla sua amica 19enne. Ora si trova negli Stati Uniti a casa dei suoi genitori, ha inviato una mail tramite i suoi legali, parlando per la prima volta dell’accaduto. Non entra nei dettagli, perché “un periodo devastante per la mia famiglia e per me”, ma fa sapere di essere fiduciosa nella giustizia italiana.

    La studentessa americana sarà presente all’udienza

    Le due studentesse americane si trovavano a Firenze da appena una settimana, giunte nel capoluogo toscano per un corso universitario. Quella sera avevano bevuto molto, come hanno confermato le analisi, e presso la discoteca Flo è avvenuto l’incontro coi carabinieri. I militari infatti erano giunti nel locale per sedare una lite.

    Le ragazze chiedono di chiamare un taxi, ma non ce ne sono più di disponibili ed è lì che i due carabinieri si offrono di dare un passaggio alle due ragazze. Intorno alle 3 di notte, Pietro Costa e Marco Camuffo fanno salire sulla volante le due ragazze, come confermeranno le immagini delle telecamere, infrangendo il regolamento. Una volta arrivate davanti a casa, il racconto delle due studentesse è cosa nota.

    La 21enne ha fatto sapere tramite i suoi legali, che sarà presente all’udienza. Anche se ancora non è stato fissato l’incidente probatorio, è stata avanzata la richiesta che la ragazza parli in modalità protetta. E’ ancora sconvolta e devono essere usate tutte le cautele dato “lo stato di compromissione psicologica”. Secondo il suo stesso doloroso racconto, ha ripercorso l’ultimo mese della sua vita: “È stato un periodo difficile, devastante per la mia famiglia e per me. Con l’assistenza dei medici sto attraversando un doloroso recupero fisico e psicologico”.

    Le accuse della studentessa 21enne: violentata sul pianerottolo di casa

    La studentessa 21enne che ha deciso di parlare, a differenza della sua amica 19enne, ha riferito di essere stata violentata sul pianerottolo dal carabiniere Marco Camuffo, 46 anni, il capo pattuglia. E’ lui infatti al momento l’indiziato più a rischio dei due. Secondo la ricostruzione della donna e dei suoi legali, Camuffo avrebbe approfittato dello stato alterato dall’alcool della ragazza per costringerla con la forza ad avere un atto sessuale. Atto dal quale il militare aveva dichiarato essere “un rapporto consenziente”.

    Le parole della studentessa violentata a Firenze: “Ho fiducia nella giustizia italiana”

    La 21enne americana, nel suo primo intervento sulla vicenda fa inoltre sapere che ha fiducia nella giustizia nel nostro paese: “Ritengo prudente lasciare che il sistema giudiziario italiano conduca le proprie indagini e abbia il tempo di esaminare le prove. Sono fiduciosa nella giustizia italiana”.

    Il suo messaggio riporta anche parole di gratitudine per Firenze e quei fiorentini che in qualche modo le hanno fatto sentire sostegno e solidarietà. In particolare, l’emozione che le ha suscitato il corteo organizzato da alcune donne. “Vorrei esprimere tutta la mia gratitudine ai fiorentini che hanno dimostrato un incredibile sostegno e si sono espressi contro la violenza sulle donne. Questo ha significato moltissimo per me”. La 21enne si trova ora a casa dei genitori negli Stati Uniti, dove è tornata subito dopo la denuncia. Non ha ripreso la sua vita di tutti i giorni: non esce, non va all’università. Tuttavia, il suo messaggio si conclude dicendo che nonostante tutto “l’Italia ha un posto speciale nel mio cuore”.

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