Stupro di Firenze, arriva la confessione del secondo carabiniere: “Rapporto consenziente”

Si continua ad indagare sul presunto stupro di Firenze ai danni delle due studentesse americane che vedrebbe coinvolti due carabinieri. Dopo la confessione del primo militare che si è presentato spontaneamente in procura, anche il secondo carabiniere ha parlato davanti ai magistrati. Per entrambi è stato un “rapporto consenziente”. Al momento risultano sospesi dall’Arma.

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    Stupro di Firenze, arriva la confessione del secondo carabiniere: “Rapporto consenziente”

    Mentre continuano le indagini sullo stupro di Firenze a danno delle due studentesse americane, arriva anche la confessione del secondo carabiniere coinvolto. Il militare si è presentato nel primo pomeriggio davanti al pm Ornella Galeotti, e ha raccontato la sua versione dei fatti. Una testimonianza molto simile a quella del collega che si era presentato spontaneamente in Procura. Anche il secondo uomo dell’Arma ha parlato infatti di rapporto consenziente con le ragazze.

    In sostanza permangono ancora delle incongruenze sulla versione dei fatti risalenti alla notte tra il 6 e il 7 settembre a Firenze, nei pressi del centro storico.

    Nei prossimi giorni comunque anche la procura militare romana interrogherà i due carabinieri e molto probabilmente le ragazze, anche se una di loro è già tornata in America.

    Stupro di Firenze, la confessione del secondo carabiniere

    In procura a Firenze ieri si è presentato anche il secondo carabiniere accusato di violenza sessuale aggravata dalla minorata difesa: Pietro Costa, 32 anni, originario di Palermo, insieme all’avvocato Andrea Gallori. A pochi giorni dalla confessione del capopattuglia Marco Camuffo, arriva la confessione, sostanzialmente uguale all’altra. Costa nega con tutta la sua forza lo stupro, parla di rapporto consenziente e di non essersi neppure accorto dello stato di ebbrezza delle ragazze. “Ho fatto un errore , ma non ho violentato nessuno. Lei era d’accordo, anzi per dire tutta la verità, tutte e due erano d’accordo. Sono state loro a insistere per farci salire a casa”. Lo stesso identico concetto del carabiniere che si era presentato in procura. Davanti al magistrato ha ripetuto come non si sia assolutamente accorto né del fatto che la ragazza 19enne fosse ubriaca nè stordita dall’hashish.

    Carabiniere che si è presentato volontariamente in procura: nega lo stupro

    Le versioni di presunte vittime e presunti aggressori sono nettamente contrastanti. Il primo carabiniere a parlare è stato Marco Camuffo, 40 anni, separato con figli. Si è presentato spontaneamente in Procura con i suoi legali e ha negato ogni violenza: “ E’ stato un rapporto consenziente” ha specificato. Ha altresì ammesso che “Ho fatto una cosa inqualificabile ma è stato un atto sessuale consenziente”, ha detto l’uomo che si è detto distrutto dalla situazione. Il secondo carabiniere invece, finito sul registro degli indagati, ancora non ha parlato.

    Nella sua difesa, il militare ha spiegato anche che “non aveva capito che erano ubriache” e di non essersi reso conto che la studentessa con la quale aveva avuto il rapporto sessuale “fosse così giovane: aveva un’aria più matura, vicino alla trentina”.

    Interrogato dai pm Rodrigo Merlo e da Ornella Galeotti, l’appuntato ha ammesso di aver dato un passaggio sull’auto di servizio alle due studentesse che cercavano un taxi. Ed è qui che arriva l’altra versione opposta: per la difesa i carabinieri sarebbero stati invitati a salire nell’abitazione, per le ragazze avrebbero insistito loro.

    I due militari accusati di stupro sospesi dall’Arma

    Nel frattempo che le indagini proseguono, i due carabinieri sono momentaneamente sospesi in via precauzionale dall’Arma. Dopo la deposizione del carabinieri è intervenuto Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma: “È un grande dolore vedere come basti il comportamento indegno, illegittimo e immorale di un qualche carabiniere, per oscurare il lavoro che compiono giorno e notte centomila uomini. È imperdonabile, anzitutto per noi, il grave danno che stanno facendo all’Arma. Questi fatti ci feriscono nel prestigio, gravemente” ha detto amareggiato.

    Nel capo di imputazione viene contestato tra l’altro il comportamento fuori “da fini istituzionali e non consentiti” per aver fatto accedere sull’auto di servizio due civili non autorizzate.

    Stupro di Firenze: una delle presunte vittime avrebbe girato un video

    Secondo quanto appreso, una delle due ragazze sarebbe riuscita a girare una breve registrazione di alcuni secondi di quegli istanti del presunto stupro. Nei fotogrammi si riconoscerebbe una figura maschile, l’uniforme e la fondina della pistola, ma soprattutto un audio decisivo: si sentirebbe la ragazza gridare “Bastard” più volte. Sarebbe il video che una delle due studentesse, quella di 21 anni, che era la più sobria è riuscita a registrare quando avrebbe visto l’amica in difficoltà. Il filmato va ad aggiungersi a quello delle telecamere nella strada che hanno ripreso la vettura dei carabinieri davanti all’abitazione delle studentesse.

    La notte della violenza

    Secondo la ricostruzione, le giovani si trovavano in una discoteca nella zona di Piazzale Michelangelo dove, verso le 2.30 del mattino sono sopraggiunte 3 gazzelle dei carabinieri per sedare una rissa all’interno del locale. Verso le 4 del mattino non riuscendo a trovare un taxi che le riportasse a casa le ragazze hanno accettato il passaggio di due carabinieri che si erano offerti di scortarle. La violenza si sarebbe svolta una volta arrivati nell’appartamento delle giovani, non lontano da via Tornabuoi, nel centro storico.

    Due carabinieri in divisa indicati come responsabili della violenza

    Davanti alle domande se avessero riconosciuto gli aggressori, non hanno dubbi “Sì, sono stati due carabinieri, erano in divisa, a bordo di un’auto blu con la scritta Carabinieri alle portiere e il lampeggiante”. Tanto è bastato per far partire subito una chiamata alla Procura della Repubblica.

    Gli abiti indossati dalle studentesse al momento della presunta violenza sono stati sequestrati per eseguire gli esami del DNA, l’unico modo forse, per arrivare alla verità di quella notte.

    Il consolato americano, per motivi di privacy, non ha ancora voluto fornire dettagli ma ha fatto sapere che sta seguendo il caso e fornendo assistenza alle due connazionali.

    Le ragazze positive ad alcool e droga

    Le indagini, coordinate dalla procura, hanno aperto per adesso un’inchiesta per violenza sessuale. L’unica cosa finora accertata è che le ragazze, la sera della violenza, avevano bevuto e una di loro aveva fumato cannabis: lo confermano i test alle quali sono state sottoposte ieri pomeriggio. Se la violenza fosse confermata, questo aggraverebbe la posizione dei carabinieri poiché le vittime non sarebbero state in grado di intendere e di volere. Nel frattempo, dai carabinieri del comando provinciale di Firenze è stata garantita la massima collaborazione per fare luce sui fatti e accertare le responsabilità, mantenendosi in stretto contatto con la procura fiorentina.