Studenti armati nelle università: la legge shock in Georgia

Con il provvedimento varato dal governatore repubblicano Nathan Deal, la Georgia diventa il decimo stato degli Usa dove sarà legale portare armi nelle Università. L’anno scorso Deal aveva posto il veto sulle armi, che ora considera necessarie per la difesa degli studenti. La legge entrerà in vigore a luglio e ha scatenato proteste negli atenei.

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    Studenti armati nelle università: la legge shock in Georgia

    Gli studenti potranno entrare all’università armati: da luglio sarà effettiva le legge in Georgia. Dopo 9 Stati degli Usa che permettono l’ingresso di armi nelle scuole, se ne aggiunge un altro. Il governatore repubblicano Nathan Deal ha firmato la legge, dopo che lo scorso anno l’aveva bandita. A nulla sono valse le proteste di diversi atenei che temono stragi o che comunque siano di incentivo alla violenza.

    In Georgia sarà legale portare armi nelle università

    Mentre in Italia si discute sulla legittima difesa passata ieri alla Camera, dall’altra parte dell’oceano sta facendo discutere la norma introdotta in Georgia: sarà legale per gli studenti portare le armi negli atenei. L’unica clausola è che le armi da fuoco siano tenute nascoste, in uno zainetto o nella borsa, ma di fatto ogni studente potrà girare negli atenei armato. E’ la norma voluta dal governatore Nathan Deal, repubblicano in carica dal 2011, che l’anno prima aveva invece bloccato. Il suo dietrofront vuole essere una difesa per tutti quegli studenti presi di mira da aggressori “che sanno bene che le loro vittime non hanno il permesso di portare armi”. In questo modo darebbe la possibilità di difendersi a tutti quei ragazzi del campus che potrebbero essere attaccati. Un cambio netto rispetto all’anno precedente, in cui non solo pose il veto ma dichiarò anche che “gli atenei sono santuari di apprendimento dove le armi da fuoco non devono essere permesse”.

    La nuova legge in Georgia ha sollevato molte proteste. In molti si dicono preoccupati che possa provocare vere e proprie stragi nelle scuole. In effetti un triste precedente c’è: nel 2007 lo stato dello Utah è stato il primo a varare la legge e solo pochi mesi dopo, nell’Università Virginia Tech, uno studente provocò una sparatoria nella quale morirono 30 persone. Ma la cronaca nera che arriva dagli Usa è purtroppo piena di casi come questi, dove sono molto frequenti le sparatorie. L’ultima, in ordine cronologico, risale al settembre scorso quando una studentessa ha aperto il fuoco nell’istituto superiore di Alpine, in Texas, colpendo una ragazza a una gamba e ferendo un agente, prima di suicidarsi.

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    Le armi nelle università: permesse solo nello zaino e no nei dormitori

    Ciò che la nuova legge proibisce è di portare armi nei dormitori dei campus e ad eventi sportivi. Come già ribadito, la pistola dovrà stare dentro lo zaino insieme ai libri. Con la promulgazione di questa legge, la Georgia si unisce ad altri nove Stati in cui è permesso portare armi nei campus: Texas, Colorado, Idaho, Kansas, Mississippi, Utah, Wisconsin e Oregon e Utah. Per tutti gli stati l’unica regola è che l’arma rimanga sempre dentro le borse.

    Proprio in Georgia, ad Atlanta, lo scorso 28 aprile il presidente Usa Donald Trump, è stato il primo presidente dopo Ronald Reagan a tenere un discorso alla National rifle association (Nra), il principale gruppo di pressione a favore delle armi negli Usa.

    La ‘campus carry’ in Texas: le armi a scuola per evitare le stragi massa

    La stessa legge entrata in vigore in Georgia, nel Texas fu varata l’anno scorso, il 1 agosto 2016. Per i sostenitori, questa avrebbe impedito le stragi di massa nelle scuole, la stessa argomentazione, ma al contrario, supportata dai detrattori. La cosiddetta ‘campus carry’ permetteva agli studenti dai 21 anni di età di entrare armati nelle aule e nella maggior parte degli edifici in tutte le università pubbliche. Proprio in una di queste, nella University of Texas system ad Austin, il 1 agosto 1966 si compì una strage: uno studente, Charles Whitman, uccise 16 persone sparando dalla cima della torre dell’orologio. Era la prima sparatoria di massa americana. 50 anni dopo, arriva la legge che, secondo il governatore repubblicano del Texas Greg Abbott, avrebbe garantito l’auto-difesa e il mantenimento dei diritti costituzionali.