Stress e troppa tv e i bambini parlano poco e male

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    Quando si diventa genitori il bambino assorbe buona parte delle nostre energie, è assolutamente giusto che sia così perchè siamo tutto il suo mondo, con i tempi che corrono invece il tempo per stare con i bambini è sempre di meno, sono sballottolati qua e là con l’unico risultato che il bambino ne risente. Uno dei possibili modi in cui si capisce che c’è qualcosa che non va è che il bambino non parla, secondo gli standard internazionali se a 18 mesi un bambino non dice e conosce almeno 20 parole, che è la soglia minima, si parla di ritardo nel linguaggio. Il guaio è che che a due anni compiuti un bambino su 6 non parla e questo oltre ad essere il risultato di patologie come la sordità, è legato a fattori ambientali e cioè alle persone che stanno a contatto con il bambino.

    Mettere i bambini davanti alla televisione non è la stessa cosa di parlare con loro e raccontargli le favole, l’ascolto della televisione è passiva ed il bambino non impara a parlare grazie alla famosa scatola parlante. I bambini tendono ad emulare le persone che gli gravitano attorno, se vedono la mamma camminare cercano di farlo, se la nonna, la mamma ed il papà gli ripetono le parole 200 volte al giorno, lui cercherà di ripeterle.

    A volte quando i bambini non parlano o non pronunciano bene le parole può essere che ci sia una componente patologica ad esempio che il bambino sia sordo o non senta bene, ma nella maggior parte dei casi il problema è che non ci si dedica abbastanza a loro e interagendo meno, il bambino si esprime di meno.

    Giani Gallino ha dichiarato: “I gesti hanno almeno in parte sostituito le parole, e bisogna dire che la maggior parte dei bambini che tardano a parlare si fa, comunque, capire benissimo dagli adulti che lo circondano. In questo senso, pronunciare correttamente le parole diventa meno necessario e nessun genitore passa più ore e ore a correggere un figlio che non dice bene la ‘r’ o la ‘d’“.

    Vicari aggiunge: “Non dimentichiamo che i bambini agiscono per imitazione: camminano se vedono altre persone farlo, parlano per ripetere i suoni emessi dai genitori. Anche per imparare a parlare, comunque, la tv può avere un impatto negativo, nonostante qualcuno pensi il contrario: si tratta di un ascolto passivo, molto meglio l’interazione che si stabilisce tra bambino e adulto, magari aiutata da un libretto illustrato, da una filastrocca o da una canzone“.

    Per aiutare i bambini ad imparare a parlare si deve stare con loro, ripetergli le parole, non interromperli se sbagliano ma piuttosto fargli vedere come si dice nel modo giusto. Assolutamente da evitare risate, prese in giro e il fare finta di non sentire quando non si capisce quello che dice il pargolo!

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