Natale 2016

Strage nel Canale di Sicilia: morti oltre 700 migranti, 28 i superstiti

Strage nel Canale di Sicilia: morti oltre 700 migranti, 28 i superstiti
da in Cronaca
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    Strage nel Canale di Sicilia, morti oltre 700 migranti, 28 i superstiti. Circa 200 donne, 50 bambini e più di 500 uomini provenienti da numerose nazioni africane, stipati come animali in un barcone con una capienza ben inferiore rispetto al numero di passeggeri. C’è addirittura chi parla di 900 migranti naufragati, molti dei quali chiusi nella stiva dai trafficanti. L’incidente, uno dei peggiori della storia, sarebbe avvenuto intorno alla mezzanotte, quando il Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera ha ricevuto l’allarme.

    Una delle tragedie di migranti più terribili della storia, è quanto accaduto a una settantina di miglia dalle coste libiche intorno alla mezzanotte di ieri a un peschereccio partito da est di Tripoli. Barcone della speranza che si è trasformato in strumento di morte, subito dopo la richiesta di aiuto da parte di un anonimo interlocutore: “Siamo in navigazione, aiutateci.” Una richiesta di soccorso come tante, cui gli operatori hanno risposto tempestivamente inviando il mercantile King Jacob in loco. Ed è proprio al suo arrivo che il peschereccio stracolmo di migranti si è capovolto, dopo che questi, spaventati, si sono spostati in massa su un lato dell’imbarcazione.

    24 i cadaveri recuperati, 28 i superstiti, tutte le altre vittime sarebbero andate disperse. Questi i dati riportati dalla Guardia Costiera anche se l’Unhcr sostiene che le persone in salvo siano almeno una cinquantina. Nel frattempo sono arrivati i ringraziamenti al governo italiano da parte del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che ha dimostrato solidarietà nei confronti del nostro paese e degli sforzi profusi per arginare la tragedia.

    Ma i ringraziamenti non bastano a risolvere il problema e soprattutto a prevenirlo in futuro. Ed è per questo che lo stesso Ban ha invitato la comunità internazionale a dimostrarsi collaborativa: “La risposta della comunità internazionale deve essere globale e collettiva”.

    Il Premier Matteo Renzi ha proposto “interventi mirati sugli scafisti, persone che vanno affidate alla giustizia”, operazione che andrà anch’essa condivisa in Europa. Ha quindi affermato, “penso che il Consiglio europeo potrà tenere una posizione unanime e condivisa” in merito alla Libia e all’immigrazione, chiedendo in settimana la convocazione di un Consiglio Ue straordinario per dibattere della delicata questione. Perché l’immigrazione, ha ribadito, è tutt’altro che un problema di serie B.

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