Strage di Viareggio: la sentenza sull’incidente che costò la vita a 32 persone

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    Strage di Viareggio: la sentenza sull’incidente che costò la vita a 32 persone

    Si è conclusa al tribunale di Lucca l’ultima udienza del processo per la strage di Viareggio del 29 giugno del 2009 che costò la vita a 32 persone. Erano 33 le persone imputate a vario titolo e 9 società, per le quali l’accusa chiedeva un totale di 250 anni, gran parte dei quali delle Ferrovie dello Stato. La sentenza di oggi alle 15 ha riconosciuto colpevoli tutti i manager di Ferrovie, tra cui Mauro Moretti, l’ex ad di Ferrovie e oggi al vertice di Finmeccanica, per il quale l’accusa chiedeva 16 anni di reclusione e condannato a 7 anni. Non era presente in aula né lui né gli altri imputati.

    Presenti, invece tra il pubblico, i familiari delle 32 vittime che, come in tutte le altre udienze , hanno lasciato vuote 32 sedie in prima fila dove sono state sistemate le magliette bianche con le foto delle vittime.

    Lucca, udienza conclusiva della strage di Viareggio

    E’ stata la 145esima udienza, la prima si tenne nel novembre 2013. “La città chiede da tanti anni che giustizia venga fatta, e con il massimo rispetto delle istituzioni della magistratura e dei giudici, credo che le famiglie e la stessa città di Viareggio abbiano diritto ad avere risposte” così ha detto il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro prima della sentenza . I familiari delle vittime sono arrivati in corteo al Polo fieristico, dove si è svolto il processo con gli striscioni recanti le foto delle vittime.

    Oggi verrà messa la parola fine dopo 7 anni e mezzo dalla tragedia.

    Le condanne

    Le accuse per gli imputati andavano dal disastro ferroviario, all’omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose.​

    L’allora ad delle Ferrovie di Stato Mauro Moretti è stato condannato a 7 anni di carcere come Michele Mario Elia, ex ad di Rfi. Per entrambi erano stati chiesti rispettivamente 16 e 15 anni. I legali di Moretti spiegano comunque che la condanna dell’uomo non è in quanto ex ad di Ferrovie dello Stato, ma come ex di Rete Ferroviaria Italiana.

    Una condanna di 9 anni di reclusione è stata inflitta a Rainer Kogelheide, amministratore delegato della Gatx Rail Germany, azienda tedesca proprietaria del carro che deragliò, così come al responsabile dei sistemi di manutenzione Peter Linowski. Su 33 imputati solo 8 sono stati assolti.

    Questa la sentenza di primo grado per la strage di Viareggio, una sentenza che riconosce le responsabilità di quell’incidente. Sono state inflitte anche delle sanzioni: a Rfi e Trenitalia 700mila euro e per le tre società del Gruppo Gatx 480mila euro ciascuna. Dopo la lettura della sentenza, un breve applauso. Ora però bisogna vedere cosa succederà, perché il prossimo mese scatterebbe la prescrizione per una parte di reati.

    Le motivazioni di pene così pesanti, secondo l’accusa, sono da attribuire alla conoscenza degli imputati del pericolo che il convoglio carico di gas avrebbe potuto provocare.

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    La strage di Viareggio

    La notte tra il 29 e il 30 giugno 2009 a Viareggio deraglia in stazione il treno merci Trecate-Gricignano carico di cisterne GPL, probabilmente a causa del cedimento di un asse del carrello del primo vagone che sarebbe stato corroso. Il gas fuoriesce da una di queste e, a contatto con l’ossigeno, innesca una tremenda esplosione inondando le abitazioni vicine alla ferrovia.

    strage viareggio

    Il deragliamento si verificò in corrispondenza del sovrappasso pedonale che scavalca i binari sud della stazione ferroviaria e collega via Burlamacchi con via Ponchielli, dove provocò maggiori danni. Nelle esplosioni crollano gli edifici e muoiono sul colpo 11 persone. Le cisterne del convoglio, tra cui quella da cui è fuoriuscito il gas che ha innescato l’incendio, appartenevano alla multinazionale americana Gatx. Il bilancio dei morti però purtroppo si aggravò di ora in ora, giorno dopo giorno: da quella sera fu uno stillicidio di morti, il cui bilancio definitivo fu di 32 a causa delle ustioni.

    Lucca, udienza conclusiva della strage di Viareggio

    L’ultima vittima addirittura morì il 22 dicembre, dopo 6 mesi di lunga agonia per le ustioni riportate.

    Tra le vittime ci furono anche diversi bambini. Suscitò molta commozione la storia della famiglia Piagentini: 2 fratellini, uno di 4 anni e l’altro di appena 17 mesi e la mamma Stefania. Prima Luca morto sul colpo. Poi Lorenzo, morto al Meyer di Firenze dopo ventiquattro ore di agonia per le ustioni in gran parte del corpo. Infine la loro madre si è arresa dopo quattro giorni di atroci sofferenze alle devastazioni provocate dal fuoco.

    marco piagentini

    Il papà Marco cercò di strappare al fuoco i loro bambini riuscendo a salvare solo uno dei tre e per questo è rimasto gravemente segnato nel volto, ma soprattutto nell’anima. Marco Piagentini è sopravvissuto, è lui il simbolo di quella orribile tragedia a cui si spera dopo oggi di mettere la parola fine. Per i familiari disperati, per le vittime e per la città che ogni 29 giugno ormai da 7 anni si riversava in strada a chiedere giustizia. Non si è trattato di una tragica fatalità, sono stati riconosciuti i colpevoli della strage di Viareggio.