Strage di Las Vegas, la compagna del killer: “Era gentile e tranquillo, non avrei mai immaginato”

Marilou Danley è appena rientrata negli USA dalle Filippine. Sottoposta a interrogatorio da parte dell’Fbi, ha descritto Stephen Paddock come un “uomo gentile e tranquillo”. Ed è sempre più forte l’ipotesi che la strage di Las Vegas sia stata premeditata.

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    Strage di Las Vegas, la compagna del killer: “Era gentile e tranquillo, non avrei mai immaginato”

    Si chiama Marilou Danley, ha 63 anni ed è di origini filippine. È lei la testimone chiave della strage di Las Vegas, la compagna del killer Stephen Paddock, colei che forse conosce il movente che lo ha spinto a uccidere 59 persone la sera del 1 ottobre 2017. Marilou Danley è appena tornata dalle Filippine, dove era stata in visita ai suoi familiari, ed è stata subito presa in consegna dagli agenti dell’Fbi per essere interrogata.

    Un uomo gentile e tranquillo

    Nella sua deposizione, Marilou Danley ha dichiarato che conosceva “Stephen Paddock come un uomo gentile e tranquillo. Lo amavo e speravo in un futuro tranquillo con lui. Non mi ha mai detto nulla o fatto qualcosa che mi potesse far capire che sarebbe accaduto qualcosa di così orribile”. Queste le parole con cui la donna ha descritto il suo compagno, con il quale conviveva da quando lui si era trasferito in Nevada. L’uomo era già stato sposato e aveva divorziato due volte e sembra che anche i rapporti tra lui e Marilou Danley fossero tesi: alcune persone hanno riferito che più volte lui l’aveva insultata in pubblico. I due andavano spesso a giocare insieme ai videopoker a Las Vegas.

    Nessuna complicità con il killer

    Marilou Danley, nel corso del suo interrogatorio con l’Fbi, ha raccontato che era stato proprio Paddock a comprarle un biglietto aereo per le Filippine e le aveva dato abbastanza soldi affinché comprasse una casa: si parla di circa 100mila dollari che l’uomo avrebbe trasferito alla sua compagna tramite bonifico bancario. “Circa due settimane fa Stephen mi disse che aveva trovato un volo conveniente per le Filippine – ha dichiarato la donna – e che voleva che facessi un viaggio a casa per vedere i miei familiari”.

    Anche se in un primo momento la polizia aveva pensato che i due fossero insieme a Las Vegas il giorno della strage, è stato poi verificato che Marilou Danley si trovava effettivamente nelle Filippine, in visita dai suoi genitori. Sembra quindi che sia stata del tutto esclusa la sua possibile complicità con il killer. Anche se è considerata ancora una persona a conoscenza dei fatti, si allontana la speranza che lei possa rivelare qualche dettaglio importante per comprendere il movente di Paddock, a tutt’oggi sconosciuto agli investigatori.

    Una strage premeditata

    Si rafforza intanto l’ipotesi che la strage di Las Vegas sia stata scrupolosamente premeditata da Stephen Paddock, il killer 64enne incensurato e milionario. Sembra infatti che l’uomo avesse chiesto una stanza a un piano più alto al Mandalay Bay Hotel, con vista sul concerto; Paddock era un buon cliente dell’hotel, scommetteva decine di migliaia di dollari al casinò e per questo motivo era stato trasferito nella suite al 32esimo piano gratuitamente. Gli agenti di polizia hanno dichiarato che, all’interno delle due stanze che l’uomo occupava nell’hotel, erano state collocate diverse telecamere: queste erano puntate in modo da controllare le vie di accesso e l’arrivo della polizia.

    Inoltre, Paddock aveva provato a prenotare tramite AirBnb una stanza all’Ogden Hotel proprio in contemporanea a un festival di musica alternativa che si è svolto tra il 22 e il 24 settembre 2017, pochi giorni prima della strage al festival di musica country di Las Vegas.

    Dolcetto o scherzetto?