Strage di Erba: Rosa e Olindo sperano nella revisione del processo

I coniugi Romano, condannati in via definitiva per i delitti di Erba, sono tornati in aula per l'udienza sulla richiesta di incidente probatorio su alcuni reperti mai analizzati sulla scena del crimine. La difesa precisa che l'esito dei nuovi accertamenti sarebbe anticamera per un'ipotetica revisione del processo a loro carico.

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    Strage di Erba: Rosa e Olindo sperano nella revisione del processo

    Sperano nella revisione del processo a loro carico per la strage di Erba, Rosa Bazzi e Olindo Romano, condannati in via definitiva per il massacro dell’11 dicembre 2006 in cui morirono Raffaella Castagna, suo figlio di due anni Youssef, la madre della donna, Paola Galli e Valeria Cherubini, una vicina di casa. Le aspettative dei Romano sono ancorate all’incidente probatorio sui reperti della scena del crimine mai analizzati.

    Strage di Erba, un mistero lungo 11 anni

    La strage di Erba, compiuta l’11 dicembre 2006, segnò un’intera comunità e aprì le porte all’analisi del “mostro” insospettabile. Per il brutale omicidio di Raffaella Castagna, suo figlio di due anni Youssef Marzouk, la madre della donna, Paola Galli e Valeria Cherubini, una vicina di casa, vennero condannati i coniugi Romano, persone fino ad allora ritenute assolutamente prive di qualunque spessore criminale.

    Un omicidio plurimo a ‘ciel sereno’, potrebbe definirsi, sia per l’inaspettata identità dei colpevoli individuati allora dalla giustizia, sia per le modalità feroci della fase omicidiaria.

    In quella mattanza si salvò soltanto una persona, per una particolare conformazione della carotide che aveva permesso di scongiurarne la morte nonostante la coltellata alla gola: Mario Frigerio, marito della Cherubini e testimone chiave dell’accusa, deceduto nel settembre 2014 per un male incurabile.

    Fu proprio la sua testimonianza a cristallizzare le responsabilità di Olindo Romano, che il teste avrebbe riconosciuto, portandolo alla condanna all’ergastolo e a 3 anni di isolamento diurno al pari della moglie Rosa.

    La confessione shock della donna portò poi a definire un quadro più completo a carico della coppia, ma i dubbi, evidentemente, sarebbero tanti. A partire da una serie consistente di reperti della scena criminis mai analizzati allora, e sui quali la difesa dei due si attesta per portare avanti la richiesta di una revisione del processo.

    Le speranze di Rosa Bazzi e Olindo Romano oltre i tre gradi di giudizio

    Su quella che sembrava una strage con una firma precisa e inoppugnabile si apre un nuovo, più ampio spettro di ipotesi che potrebbe portare alla revisione del processo per Rosa Bazzi e Olindo Romano. Una posizione fortemente sostenuta dai legali dei coniugi, che nei tre gradi di giudizio sono stati identificati univocamente quali autori materiali degli omicidi.

    Ma nel processo sul caso Erba ci sarebbe ben più di qualche elemento ‘sfuggito’ al fuoco investigativo, la cui analisi potrebbe portare, a detta della difesa, a un completo ribaltamento di ruoli e responsabilità. Se così fosse, le speranze di una revisione del processo sarebbero piuttosto concrete.

    “Sulla scena del delitto non furono trovate tracce dei coniugi Romano, mentre ne furono trovate di altre persone”, precisa nuovamente uno dei legali della coppia, l’avvocato Fabio Schembri. E proprio questo è il punto di una nuova partenza verso la richiesta di incidente porbatorio, ammesso.

    Incidente probatorio: il 16 gennaio 2018 la nomina dei periti

    Il 16 gennaio prossimo saranno nominati i periti incaricati di esaminare, con la formula dell’incidente probatorio, i reperti mai analizzati e appartenenti alla scena del crimine.

    Sarà il presidente della Corte d’appello di Brescia, Enrico Fischetti, a leggere l’ordinanza con cui si dispongono nuovi accertamenti da effettuarsi su tutti o parte degli elementi portati all’attenzione dalla difesa.

    Tiepida soddisfazione per i legali dei Romano, per cui dall’esito dei nuovi esami dipenderà l’eventualità di una revisione del processo.

    Azouz Marzouk, marito di Raffella Castagna e padre di Youssef: i dubbi su Rosa e Olindo

    Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, in alcune recenti interviste ha espresso alcuni dubbi sulla colpevolezza di Rosa e Olindo. Al momento del massacro, nel dicembre 2006, si trovava nel suo Paese d’origine, in Tunisia, e la pista battuta inizialmente fu quella di un ipotetico regolamento di conti legato agli ambienti dello spaccio.

    Lo stesso Frigerio, teste chiave dell’accusa nel processo a carico dei Romano, affermò, in un primo momento, di non conoscere l’ientità dei killer in azione ma di ricordare un individuo dalla carnagione ‘olivastra’.

    I reperti mai analizzati sulla scena del crimine

    La difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano vorrebbe far analizzare i seguenti reperti, che potrebbero trasformarsi addirittura in prove a discolpa dei due condannati: un capello trovato sulla felpa del piccolo Youssef; un accendino rinvenuto sul pianerottolo, che potrebbe essere stato utilizzato per appiccare l’incendio; un mazzo di chiavi nella casa di Raffaella Castagna e il cellulare della donna; il giubbotto di Valeria Cherubini; una macchia di sangue sul terrazzino; l’audio di un’intercettazione tra Rosa e Olindo.