Strage di Erba: Rosa e Olindo chiedono la revisione del processo

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    Strage di Erba: Rosa e Olindo chiedono la revisione del processo

    E’ stata accolta la richiesta sulla revisione delle analisi dei reperti da parte di Rosa Bazzi e Olindo Romano, i due coniugi condannati all’ergastolo come unici responsabili della strage di Erba. Undici anni dopo viene quindi riaperto il caso con la revisione del processo per esaminare quelli che la difesa considera nuovi e importanti reperti. L’udienza si terrà il prossimo 5 aprile e deciderà la Cassazione se dovrà essere effettuato un incidente probatorio sulle nuove presunte prove.

    La richiesta è stata inoltrata nonostante ci sia stato un precedente rifiuto della Corte d’appello di Brescia che ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa. Ecco che allora i legali dei due coniugi hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza. Il sostituto procuratore generale Massimo Galli ha depositato la sua requisitoria scritta: il ricorso è giudicato fondato, l’ordinanza bresciana va annullata e deve essere Brescia a farsi carico dell’incidente probatorio.

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    Le nuove prove della Strage di Erba

    Il collegio difensivo sembra che abbia parlato di alcuni peli, trovati allora proprio sulla felpa del piccolo Youssef Marzouk, il bambino ucciso insieme ad altre tre persone, tra cui la mamma e la nonna. Pare che in passato non sia stato preso in considerazione un capello castano chiaro lungo dieci centimetri fra la manica destra e il cappuccio sull’indumento del bambino. I difensori chiedono inoltre un’analisi dei margini ungueali e dei polpastrelli del bambino.

    La strage di Erba

    La strage di Erba sconvolse l’Italia intera per la ferocia con cui vennero massacrate 4 persone, tra le quali un bambino di soli due anni e mezzo. La terribile mattanza risale all’11 dicembre 2006. In un condominio di Erba a Como, in viale Diaz, quattro persone vengono uccise a coltellate e sprangate. All’origine di tutto liti condominiali e cattivi rapporti coi vicini da parte dei due coniugi. Le vittime furono la 30enne Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, di due anni e mezzo, la madre Paola Galli 57 anni, e la vicina di casa Valeria Cherubini, 55 anni. Il marito di quest’ultima si salvò perchè il taglio alla gola finisce contro un osso del collo della vittima, fu la malformazione congenita alla carotide che gli permise di non morire. Dopo due settimane di coma sarà lui a fornire l’identikit della coppia assassina.

    Dopo aver compiuto la strage i due tentarono di dar fuoco a tutto per eliminare ogni prova. Presero i corpi straziati e li disposero uno sopra l’altro e appiccarono il fuoco. Gli abiti e i guanti sporchi di sangue vennero caricati sull’automobile e gettati in diversi cassonetti e raggiunsero il Mc Donald’s di Como per crearsi l’albi con un misero scontrino.

    Solo dopo un anno i due chiesero perdono scrivendo una lettera, dopo mesi passati senza mostrare alcun pentimento e una freddezza che faceva rabbrividire. Agghiacciante fu, nei giorni seguenti alla strage, la rivelazione delle cimici ambientali dei carabinieri, che registrarono le loro parole: “Adesso si che possiamo dormire. Senti che silenzio”.

    Il 3 maggio 2011 la Cassazione ha reso definitiva la condanna di Olindo Romano e Rosa Bazzi al carcere a vita, come unici responsabili della strage.