Stop ddl femminicidio: scontro politico su orfani nati dalle unioni civili

Il ddl sul femminicidio passato alla Camera nel marzo scorso ha subito un arresto: lo scontro è sulla tutela degli orfani. In particolare la destra accusa il disegno di legge di far riferimento ai figli delle unioni civili, strumentalizzando così per altri fini la questione già discussa. Con la frenata in Commissione Giustizia al Senato, potrebbe slittare tutto a dopo l’estate.

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    Stop ddl femminicidio: scontro politico su orfani nati dalle unioni civili

    Il ddl sulla tutela agli orfani di femminicidio è fermo: i senatori di FI, Gal e Lega dicono no al disegno di legge che conterrebbe troppi errori tecnici e farebbe riferimento ai figli delle unioni civili. All’esame in sede deliberante, cioè direttamente in Commissione senza passare dall’Aula, i senatori si sono opposti al ddl. Nonostante l’approvazione all’unanimità della Camera, il disegno di legge ha quindi subito uno stop.

    Il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, motiva così la scelta di bloccare l’iter: “Non appena saranno superate imperfezioni tecniche, capaci però di pregiudicare la corretta applicazione delle norme si potrà tornare in sede deliberante per accelerare l’approvazione di un provvedimento quanto mai urgente”.

    Scontro su tutela degli orfani del femminicidio

    Il pomo della discordia sono proprio gli orfani del femminicidio, per i quali il disegno di legge passato alla Camera a marzo aveva rafforzato le tutele: per i figli delle vittime era stata disposta assistenza medico-psicologica, il libero accesso al patrocinio legale gratuito, a prescindere dal reddito, e che sarebbero stati loro i destinatari della pensione della madre morta. Infine, per garantire agli orfani un futuro, la nuova legge contemplava un fondo statale di due milioni di euro per la creazione di borse di studio e per favorire l’inserimento lavorativo.

    Adesso però tutto fermo: la frenata, in Commissione Giustizia al Senato, sulla legge contro il femminicidio, potrebbe far allungare i tempi per l’approvazione del ddl a dopo l’estate.

    Maria Elena Boschi dispiaciuta per lo stop sul ddl femminicidio

    Maria Elena Boschi si dice “dispiaciuta”, oltre che “stupita”. Il sottosegretario alla Presidenze di Palazzo Chigi fa appello ai deputati e le deputate di Fi, a cominciare dalle ex ministre Carfagna e Prestigiacomo perché “facciano cambiare idea ai loro colleghi del Senato”.

    Sconcerto anche nel Pd: per la senatrice Francesca Puglisi, presidente della commissione parlamentare, è una “scelta insensata”.

    Forza Italia: No alle strumentalizzazioni

    E’ Mara Carfagna parlamentare di Forza Italia, a rispondere tramite una nota alla Boschi: “Abbiamo fatto e stiamo facendo quanto serve per arrivare a una rapida approvazione della legge sugli orfani di femminicidio. Il nostro lavoro però è lontano dalle photo opportunity, dalle strumentalizzazioni e dalla ricerca di visibilità, lo svolgiamo sotto traccia ed è interamente dedicato alla salvaguardia dei diritti di donne e bambini”.

    Quello che in generale accusa la destra è quello di strumentalizzare mediaticamente altri temi, come appunto le unioni civili, approfittando del disegno di legge, o più precisamente che “Il testo tenta di far entrare dalla finestra il tema dei figli delle unioni civili”.