Sterilità raddoppiata in 20 anni: a rivelarlo uno studio su Human Reproduction

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    Sterilità raddoppiata in 20 anni: a rivelarlo uno studio su Human Reproduction

    La sterilità è raddoppiata negli ultimi 20 anni: a rivelarlo molti studi, tra i quali quelli di Richard Sharpe, professore al Centro per la salute riproduttiva dell’Università di Edimburgo, che ha pubblicato centinaia di articoli sulla rivista scientifica Human Reproduction. Raccontano anche di un altro fenomeno abbastanza preoccupante: la “femminizzazione dell’uomo”. Ciò che emerge è che sta diminuendo il testosterone negli uomini, l’ormone maschile per eccellenza. E anche l’organo riproduttivo maschile sta subendo dei cambiamenti: sembrerebbe infatti che si sia accorciato. Il fenomeno conseguente e più allarmante è l’infertilità. Non è un solo studio a dirlo, ma molte ricerche sono arrivate a questa conclusione, è il bilancio degli ultimi venti anni.

    Conseguenza più grave: la sterilità

    La conseguenza più grave di questo cambiamento è senz’altro l’incapacità a riprodursi. Ogni anno l’Istat parla di vertiginoso calo demografico, in cui le morti superano di gran lunga le nascite: l’ultimo rapporto parlava di 608mila decessi e solo 474 mila nascite. Insomma in Italia in 50 anni abbiamo perso il 50% delle nascite. Carlo Foresta, direttore dell’Unità di Andrologia e Medicina della riproduzione dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti spiegato a Presa Diretta, che trasmetterà stasera “Ciao maschio”, che “i casi al limite della fertilità sono veramente aumentati, una volta un uomo produceva 300, 400 milioni spermatozoi per eiaculato, ora circa il 30% in meno”. Cosa che spiega il ricorso sempre più frequente di coppie alla fecondazione assistita: ogni anno quasi 100mila coppie non riescono a procreare.

    Ma da cosa dipende? La causa principale di questa trasformazione sembra provenire dalle sostanze chimiche a cui ogni giorno siamo in contatto: l’inquinamento, ciò che mangiamo, ciò che utilizziamo come prodotti di bellezza, di igiene e inerente ad attività quotidiane. Secondo Nicolas Olea, dell’Università di Granada, sono molti i cibi in scatola che espongono ad una sostanza pericolosa, il bisfenolo A. Tutto ciò altera il nostro sistema ormonale.

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    La femminizzazione del maschio

    L’esposizione a questi elementi chimici sin dal momento del concepimento, genera la femminizzazione del maschio. E quindi il processo si attiverebbe già da quando l’uomo è nel grembo materno. Siamo infatti tutti “programmati per essere di sesso femminile. Se non succedesse qualcosa durante lo sviluppo del feto saremmo tutte femmine. È il programma di base. Diventare maschio, significa modificare questo programma. Il testosterone è fondamentale per un uomo. Quello che noi stiamo vedendo, è che il programma di sviluppo attivato dal testosterone non sta più funzionando correttamente” spiega Richard Sharpe. Sarebbe in corso da anni, quindi, un’alterazione dei nostri caratteri sessuali.

    Risultati

    Ad oggi alcuni risultati di tutto ciò sono tangibili e si vedono. Un esempio è, oltre come detto del testosterone ridotto, un pene più corto e il seno maschile. Il pene dei giovani d’oggi è più corto di quasi un centimetro rispetto al passato, mentre ci sono diversi casi in cui uomini sviluppano il seno. Stiamo andando incontro dunque ad un’estinzione del genere maschile come noi lo intendiamo? E c’è già, tra gli studiosi, chi parla di “fallimento della mascolinizzazione“.

    Dolcetto o scherzetto?