Stepchild adoption per coppie gay, la Cassazione dà il via libera

Stepchild adoption per coppie gay, la Cassazione dà il via libera
da in Bambini
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    Stepchild adoption per coppie gay, la Cassazione dà il via libera

    La prima sezione civile della Corte di Cassazione ha dato il primo via libera all’adozione per coppie gay. Con la sentenza 12962/16 la Corte Suprema si è pronunciata sulla stepchild adoption, istituto giuridico che consente al figlio di essere adottato dal partner eterosessuale oppure omosessuale del proprio genitore biologico, all’interno di una coppia di donne omosessuali bocciando il ricorso della Procura di Roma e al tempo stesso confermando la sentenza della Corte d’Appello di Roma con la quale è stata accolta la domanda di adozione di una minore proposta dalla partner della madre, con lei convivente in modo stabile.

    La Cassazione ha chiarito che l’adozione si accorda se realizza pienamente il preminente interesse del minore e ha affermato che tale adozione “non determina in astratto un conflitto di interessi tra genitore biologico e il minore adottando, ma richiede che l’eventuale conflitto sia accertato in concreto dal giudice”. Secondo gli ermellini questa adozione “prescinde da un preesistente stato di abbandono del minore e può essere ammessa sempre che, alla luce di una rigorosa indagine di fatto svolta dal giudice, realizzi effettivamente il preminente interesse del minore”. Una sentenza storica, importante e significativa per il nostro Paese.

    Come sempre succede in questi casi, la classe politica italiana si divide. Il presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi ha parlato di deriva giurisprudenziale conseguente alla legge ideologica sulle unioni civili e ha dichiarato che il processo di sovversione antropologica incoraggiato dalla sinistra va fermato mediante un referendum sulla genitorialità omosessuale. Di parere opposto il commento della relatrice della legge sulle unioni civili e senatrice PD Monica Cirinnà.

    “La Cassazione stabilisce finalmente che quanto abbiamo sostenuto – ha dichiarato la senatrice democratica -, e purtroppo dovuto stralciare, dal testo delle unioni civili non soltanto è legittimo ma sopratutto è giusto. In Italia la giurisprudenza non ammette discriminazioni tra bambini né per il modo in cui sono nati, nè per l’orientamento sessuale dei loro genitori. A chi dice difendiamo i nostri figli rispondo difendiamo tutti i figli, perché i bambini sono tutti uguali, meritano tutti gli stessi diritti e la stessa dignità. A chi afferma che in Italia è in corso una sovversione antropologica – ha continuato Monica Cirinnà – dico, con grande rispetto, che si è solo all’inizio di un percorso normativo, richiestoci ripetutamente dalla Corte europea e dalla nostra Corte costituzionale, che riconosca pienamente diritti e uguaglianza a tutte le famiglie“.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Bambini Ultimo aggiornamento: Giovedì 23/06/2016 13:14
     
     
     
     
     
     
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