Stazione Termini: adescavano ragazzini rom per fare sesso, 7 gli arresti

Stazione Termini: adescavano ragazzini rom per fare sesso, 7 gli arresti
da in Cronaca
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    Stazione Termini: adescavano ragazzini rom per fare sesso, 7 gli arresti. “Meeting Point”, questo il nome dell’operazione avviata, circa un anno fa, dal compartimento della polizia ferroviaria del Lazio. Un nome che non fa solo riferimento al “luogo di appuntamento” ma all’incontro fra etnie diverse, data la nazionalità di “consumatori” e vittime. I primi, italiani dall’aspetto perbene, in media tra i 35 e i 40 anni, i secondi, ragazzini prevalentemente di etnia rom, rubati alla strada. I cosiddetti “invisibili” da cui noi tutti preferiamo tenerci alla larga, dimenticandoci che, a dispetto delle antipatie a sfondo etnico, sono comunque bambini. Giovani, maschi e femmine, che per racimolare un po’ di denaro (di solito poco), intraprendono il mestiere più vecchio del mondo. Perché (purtroppo) è facile trovare clientela vendendo il proprio corpo.

    Punto di incontro la stazione Termini, lato destro. Lì vittime e carnefici si davano appuntamento prima di raggiungere un parco cittadino, i bagni pubblici della stazione, i treni in lunga sosta o magari la casa privata del pedofilo di turno. Il termine, pedofilo, non è inopportuno considerato che i ragazzini con cui questi sedicenti italiani consumavano le proprie perversioni avevano un’età media fra i 13 e i 17 anni.

    Ragazzini rom, spesso discriminati dall’opinione pubblica, che per racimolare qualche soldo avevano intrapreso il mestiere più vecchio del mondo. Che poi è la strada più facile, apparentemente, ma anche quella più insidiosa: lascia tracce indelebili, specie nella psiche di un ragazzino. Purtroppo vendere il corpo per denaro, lo sappiamo bene, è una pratica diffusa, ma quando a esercitarla sono minorenni inconsapevoli delle conseguenze psicologiche che ciò comporta, è ancora peggio. Vendersi non significa essere furbi, ma vittime della povertà e di un sistema, più in generale, che mercifica tutto, in primis il corpo. E i minorenni, indigenti, sono le vittime privilegiate, i più indifesi, in tutti i sensi.

    Ci avessero perlomeno guadagnato abbastanza denaro per farla finita con quello stile di vita, invece le “paghette” si aggiravano intorno ai 10-50 euro a prestazione. Una miseria. Al momento sono 7 gli arresti, 1 equadoriano e 6 italiani. Non tutti di Roma, ma anche di Rieti, Viterbo, Napoli e Vigevano. Secondo le indagini, i ragazzini venivano adescati in stazione Termini ma capitava anche che gli appuntamenti venissero fissati preventivamente tramite sms o Facebook. Le attività investigative proseguono visto che il fenomeno, a quanto pare, è diffuso capillarmente in tutta Italia.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Giovedì 21/05/2015 13:50
     
     
     
     
     
     
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