Stalking, no al carcere preventivo per i persecutori

Stalking, no al carcere preventivo per i persecutori
da in Violenza sulle donne
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    Dal nuovo DL carceri potrebbe arrivare un provvedimento che eliminerebbe la necessità di custodia cautelare in carcere per gli stalker. Secondo la norma attuale la custodia in carcere, scatterebbe solo per delitti puniti con pena non inferiore nel massimo a quattro anni: se non ci dovessero essere modifiche, la nuova legge sposterebbe il tetto della pena a cinque anni. Un assoluto controsenso, visto che la pena massima per stalking è di quattro anni.

    La modifica della legge che sposta la necessità di custodia cautelare alle pene di minimo 5 anni era stata introdotta con un emendamento di Lucio Barani (Gal), votata da tutti senatori della maggioranza. In poche parole, per lo stalker non ci sarebbe la necessità nè del carcere preventivo, nè degli arresti domiciliari. Una scelta pericolosissima perché sappiamo bene, anche visti i sempre più frequenti casi di cronaca, che lo stalker spesso e volentieri finisce con l’uccidere le sue vittime. “Credo che occorra aprire una seria riflessione sul decreto carceri così come è stato modificato dal Senato. Il fatto che non possa più scattare la custodia cautelare in carcere per lo stalker è davvero grave. Il decreto carceri va rivisto e corretto – ha detto il presidente della commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti – Questa storia dello stalking è grave poi soprattutto alla luce del dibattito che si è avuto alla Camera sul testo per la messa alla prova. Tutti infatti hanno alzato gli scudi per evitare che lo stalker potesse godere di misure alternative al carcere. E ora che si fa? Si esclude per questo reato perfino il carcere preventivo? Bisogna modificare la norma”.

    Sono tantissime le donne, di qualsiasi età ed estrazione sociale, vittime di stalking.

    Un incubo che non permette alle vittime di trascorrere un’esistenza normale e che spesso sfocia nella violenza più tremenda. “Purtroppo nel passaggio parlamentare è stato un po’ modificato e cambiato, secondo noi, in senso negativo. Adesso vediamo se riusciamo a recuperare degli spazi, sennò vedremo, in un altro momento di depenalizzazione, di affrontare il tema” ha detto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, durante una visita al carcere fiorentino di Sollicciano. “Abbiamo ancora un passaggio parlamentare e vediamo se possiamo recuperare su alcuni temi sono in corso riunioni con i capigruppo e stiamo vedendo. Per noi come aspetto è importante la recidività, perchè quello sarebbe già qualcosa. Vediamo come andrà a finire. La depenalizzazione sarà un modo per alleggerire le carceri c’è una commissione di studio che sta facendo un lavoro molto serio e poi prenderemo le nostre decisioni”.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Violenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Mercoledì 31/07/2013 15:04
     
     
     
     
     
     
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