Spagna, dopo Barcellona terrore a Cambrils: 5 terroristi kamikaze uccisi, diversi feriti

Ancora sangue nelle strade della Catalogna, a Cambrils, teatro dell'orrore dopo l'attentato sulla Rambla a Barcellona costato la vita a 13 persone. La polizia si è trovata ad affrontare 5 terroristi armati di cinture esplosive e pronti, secondo la pista più accreditata, a portare a termine un attacco simile a quello di Barcellona. Poco prima di cadere sotto il fuoco delle forze di sicurezza, hanno investito con l'auto 7 turisti.

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    Spagna, dopo Barcellona terrore a Cambrils: 5 terroristi kamikaze uccisi, diversi feriti

    Non si interrompe lo strascico di paura dopo l’attentato sulla Rambla a Barcellona, costato la vita a 13 persone: a Cambrils la polizia ha intercettato e ucciso 5 terroristi kamikaze dopo quello che, a tutti gli effetti, sembra essere un tentativo di attacco simile a quanto accaduto poche ore prima nel capoluogo catalano. Investiti con l’auto 7 turisti, di cui 2 sarebbero in gravi condizioni.

    Cambrils come Barcellona: la scia di terrore che spaventa la Spagna

    Il terrore torna prepotentemente in Spagna, impadronendosi di un tranquillo giorno d’agosto e segnando sul calendario un altro appuntamento con la morte. Dopo la strage sulla Rambla di Barcellona, che nel pomeriggio del 17 agosto ha contato 13 morti e oltre 100 feriti, un altro attacco è stato sventato a Cambrils, località turistica a circa 100 km dal capoluogo catalano.

    Dopo la mezzanotte, secondo alcuni testimoni intorno all’1.30, un’Audi si è lanciata contro un gruppo di turisti. Due di loro sarebbero in gravi condizioni: i pedoni sono stati travolti sul lungomare a sud di Barcellona, nella provincia di Tarragona. Oltre a diversi civili, ferito anche un agente intervenuto sul posto.

    L’attacco di Cambrils è legato a quello di ieri pomeriggio sulla Rambla: a riferirlo è il ministro regionale degli Interni della Catalogna. Joaquim Forn, che alla radio RA C1 ha parlato di un chiaro legame tra i fatti di Barcellona e Cambrils.

    Terroristi kamikaze uccisi dalla polizia

    La polizia catalana (Los Mossos d’Esquadra) ha intercettato il veicolo dei terroristi dopo l’investimento dei pedoni. Ne è scaturito un conflitto a fuoco in cui i 5 assalitori, muniti di cinture esplosive e armati, sono rimasti uccisi. Il procuratore capo dell’Audiencia nacional spagnola, Javier Zaragoza, ha escluso che i responsabili degli attacchi di Barcellona e Cambrils siano noti alle forze dell’ordine per reati collegati al terrorismo.

    A preoccupare è anche l’ipotesi che la regia di quanto accaduto nelle due aree della Catalogna sia ascrivibile a una cellula terroristica di matrice jihadista “pianificata e organizzata”, come lo stesso procuratore ha sostenuto. Non si tratterebbe, dunque, di lupi solitari della guerra capillare di Isis in Europa ma di un’entità criminale ben più estesa e radicata.

    Secondo la stampa spagnola sarebbero almeno 8 gli individui impegnati nel piano degli attacchi condotti nelle due città della Catalogna. Il giornale spagnolo La Vanguardia ha anche riportato la notizia che le cinture esplosive rinvenute addosso ai 5 attentatori di Cambrils sarebbero state false, informazione non confermata ufficialmente dalle autorità spagnole.

    Due vittime italiane nella strage di Barcellona

    E mentre la nazione piomba nel buio del terrorismo islamico, l’Italia piange le sue vittime, uccise dal furgone killer sulla Rambla di Barcellona. Sono due gli italiani morti: si tratta del 35enne Bruno Gulotta, di Legnano, travolto davanti alla compagna e ai figli, responsabile marketing e vendite di Tom’s Hardware Italia, nota testata di tecnologia online, e di Luca Russo, 25enne di Bassano del Grappa , in vacanza con la fidanzata rimasta ferita in modo lieve.