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Smettere di fumare è più difficile per le donne?

Smettere di fumare è più difficile per le donne?
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    smettere di fumare difficile per le donne

    Smettere di fumare sarebbe decisamente più difficile per le donne: la rivelazione arriva da un recente studio che avrebbe dimostrato come, per la parte femminile dei fumatori, sarebbe più difficile dire addio alle sigarette. Con una differenza: le donne giovani sono più determinate rispetto agli uomini nello smettere di fumare ma per le donne di una certa età dire addio a questa cattiva abitudine risulta decisamente molto difficile. Vediamo insieme come mai, per le donne, sarebbe più difficile smettere di fumare.

    “Per avere la certezza di non sbagliare e di essere in grado, al termine dell’indagine, di fornire un’informazione solida e utile ai colleghi che devono supportare i tentativi di chi vuole smettere di fumare, abbiamo allargato l’orizzonte di osservazione a Regno Unito, Canada e Stati Uniti e utilizzato i dati dei 3 registri nazionali che per gli anni 2006-2007 si riferivano a più di 102.000 fumatori” ha detto Martin Marvis, psicologo dell’University College di Londra.

    Dai risultati dello studio è emerso che “sotto i 50 anni erano le donne a mostrarsi più ferme nel mantenere i loro buoni propositi; tra queste, una menzione speciale meritano le 20-30enni. Sopra i 60 anni la tendenza si invertiva ed erano gli uomini a ottenere successi più frequenti nella lotta al fumo“. Dai dati emerge comunque che la percentuale di donne che riesce a dire addio alla sigaretta è minore rispetto agli uomini. Perchè?

    Le donne giovani sarebbero più motivate, soprattutto in vista o durante una gravidanza. Per le donne più mature invece, il fumo diventa una vizio molto difficile da abbandonare.

    Alessandro Oliva, specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio e responsabile del Centro per il Trattamento del Tabagismo dell’Ospedale Mauriziano di Torino sottolinea che, “ci sono momenti nella vita delle persone in cui la motivazione a buttare per sempre la sigaretta è più forte. Per le donne si tratta degli anni di una possibile gravidanza, quando fa leva il desiderio di garantire maggiore benessere a se stesse e ai figli in arrivo o in tenera età (per questi ultimi mi riferisco anche al fumo passivo). Per gli uomini si tratta invece della maturità, allorché gli anni di fumo accumulati pesano sulla salute e si traducono nei primi malanni. La letteratura medica è unanime nell’affermare che al primo ricovero per un infarto o per una bronchite cronica fa spesso seguito il primo tentativo di disassuefazione. Questi momenti corrispondono alle fasce di età più virtuose descritte dallo studio”.

    Secondo l’esperto italiano è comunque molto pericoloso generalizzare le informazioni di studi come questo, perchè ogni persona che si assiste in un ambulatorio è un caso a sè. Inoltre, di fronte a questi risultati, le donne potrebbero crearsi un alibi che le porterebbe a non impegnarsi nella lotta contro il fumo.

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