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Scuola, le riforme proposte dal Ministro Stefania Giannini

Scuola, le riforme proposte dal Ministro Stefania Giannini
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    Ennesimo cambio di Governo, ennesime riforme per la scuola: ripristino del bonus maturità, riforma della scuola media, eliminazione dei concorsoni, queste le principali novità previste per i prossimi anni secondo le dichiarazioni del neo ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Una rivoluzione in corso che renderà gli istituti scolastici più autonomi, favorendo gli studenti più meritevoli delle scuole superiori.

    Il bonus maturità non è cosa nuova, fu infatti introdotto dal Ministro Francesco Profumo sotto il governo Monti e poi eliminato da Maria Chiara Carrozza, nuovo titolare del dicastero. Oggi però il neo ministro Stefania Giannini, una delle 7 donne appartenenti alla squadra di Renzi, si dichiara a favore di una sua reintroduzione, illustrando la decisione in un’intervista al Corriere della Sera: “Non era il bonus maturità in sé ma il fatto di aver cambiato le regole in corso ad aver scatenato il putiferio. Che la carriera scolastica conti per me è importante, lo studente non deve andare all’Università vergine, ignorando tutto quello che ha fatto prima: il voto di maturità non è altro che la sintesi che uno ha fatto nei precedenti anni di carriera scolastica, quindi deve esserci, bisogna valutarlo insieme a tutte le altre cose che gli vengono richieste nell’esame di selezione”. Il bonus, a quanto pare, entrerà in vigore dal prossimo Anno Accademico, il bando di ammissione alle Facoltà a numero chiuso per quest’anno è infatti già stato pubblicato.

    Non solo bonus maturità, i cambiamenti ventilati dal nuovo Governo sono molteplici: la Giannini, una delle ministre della compagine Renzi, parla anzitutto di una riforma della scuola media inferiore, a suo parere degna di maggiore attenzione. Si dichiara invece contraria ai concorsoni di Profumo rivolti agli insegnanti: “Così come sono stati fatti hanno creato più problemi che soluzioni tra ricorsi, procedure sbagliate, riformulazioni”. Il reclutamento dei docenti in futuro dovrà essere a discrezione delle scuole e solo in un secondo momento valutato esternamente. Bocciato dal neo Ministro anche il ciclo breve per le scuole superiori voluto dalla Carrozza, definito pressochè inutile. Peccato che tutta questa voglia di novità penalizzi un pò l’utilizzo della tecnologia, “una priorità non sostitutiva” in quanto “deve esserci anche un contatto con la dimensione cartacea della cultura”. Saranno ben altre le priorità, auguriamoci comunque che non ne venga sottovalutata la portata, considerate le opportunità che ci apre sul futuro.

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