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Scadenza Tasi 2017, cos’è e quando si deve pagare la tassa

Scadenza Tasi 2017, cos’è e quando si deve pagare la tassa

La Tasi, Tassa comunale sui Servizi Indivisibili, insieme a Imu e Tari fa parte dell'imposta unica comunale Iuc. Ecco quello che c'è da sapere su chi paga la Tasi 2017, quando si paga e le scadenze, che per Imu e Tasi 2017 sono le stesse, così come le esenzioni prima casa.

da in Attualità, Economia
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    Scadenza Tasi 2017, cos’è e quando si deve pagare la tassa

    AP/LaPresse

    La scadenza Tasi 2017 è un appuntamento sempre più vicino per milioni di contribuenti. Si tratta della Tassa comunale sui Servizi Indivisibili che, al pari dell’Imu 2017, ha come termini di pagamento il 16 giugno e il 16 dicembre. L’ultima legge di bilancio ha infatti rottamato il Tax Day (giorno in cui erano concentrate gran parte delle scadenze fiscali) dilazionando il pagamento di queste tasse in due rate. Chi paga la Tasi 2017 non rientra nei parametri di esenzione previsti dalla legge di stabilità. Il tributo si applica sugli immobili, e come nel 2016, Imu e Tasi 2017 prima casa non si pagano, salvo in casi specifici che dipendono dalla categoria catastale dell’immobile. Vediamo nel dettaglio la scadenza, cos’è e quando si paga la Tasi 2017.

    Tanti contribuenti si sono spesso chiesti cos’è la Tasi. Il tributo è stato introdotto con la legge di stabilità 2014. Essa è parte della cosiddetta Imposta Unica Comunale IUC, insieme all’Imu (per i beni immobili diversi da quelli di residenza) e alla Tari (per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti). Con l’acronimo Tasi si indica la Tassa sui Servizi Indivisibili, intesi come servizi comunali rivolti alla collettività (ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione pubblica). È la natura stessa di “servizio prestato a tutti i cittadini” che ne rende impossibile la quantificazione in materia di fruizione e benefici per il singolo, da cui deriva l’oggettiva impossibilità di una tassazione individuale. La cura del verde pubblico, per esempio, così come l’arredo urbano o le attività di polizia locale sono rivolti alla collettività che ne beneficia indistintamente. Il gettito di questa tassa va appunto a finanziare i costi sostenuti per queste tipologie di servizi.

    Da alcuni anni, quindi, è stata adottata una precisa tassazione su un ampio ventaglio di servizi offerti dai Comuni ai cittadini. All’interno della Tasi rientrano, infatti, tutte le “prestazioni” che non sono suscettibili di richiesta individuale da parte del cittadino: significa che l’ente locale, al fine di sostenere i costi e garantire la continuità del servizio, applica un tributo che non gli è direttamente richiesto dal singolo. Vediamo quali sono i principali servizi indivisibili le cui spese sono coperte dal gettito fiscale Tasi:

    - manutenzione stradale;
    - illuminazione pubblica;
    - cura del verde pubblico;
    - attività di polizia locale;
    - trasporto scolastico.

    Oltre a questi macrosistemi, ogni amministrazione comunale individua altri servizi a seconda delle esigenze locali, e adotta una specifica delibera per la Tasi 2017 in cui sono inserite anche le aliquote per il calcolo dell’imposta.

    La Tasi 2017 prima casa si paga? Si tratta del solito quesito davanti al quale molti cittadini si sentono spiazzati, ma basta poco per fare chiarezza. Come per l’Imu 2017 prima casa, la Tasi 2017 prima casa non si paga. Sono esenti anche i terreni agricoli.

    Sull’abitazione principale, dunque, la tassa non si deve pagare. Si tratta di un’esenzione che riguarda l’immobile usato stabilmente come residenza o domicilio. Sono escluse anche le pertinenze della prima casa, che rientrano nelle seguenti categorie catastali:

    - C/2: magazzini e locali di deposito;
    - C/6: stalle, scuderie, autorimesse senza scopo di lucro;
    - C/7: tettoie aperte o chiuse.

    La Tasi non si paga anche per chi si trova in un’abitazione principale in affitto o comodato d’uso gratuito, ferma restando la tassazione da applicarsi al proprietario dell’immobile in questione.

    Altri immobili soggetti ad esenzione sono:

    - immobili di proprietà indivisa di cooperative edilizie e che sono abitazione principale dei soci;
    - immobili che sono stati individuati come alloggi sociali;
    - immobili che figurano come dimora coniugale assegnata da sentenza in caso di divorzio o separazione;
    - immobili di proprietà delle forze armate non locati;
    - immobili di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero, non locati.

    Alcuni tipi di prima casa, però, rientrano nell’obbligo di pagamento: la tassa si paga per la seconda casa ma anche per la prima casa, purché questa rientri tra gli immobili di lusso. A tal proposito, sono escluse dall’esenzione (indipendentemente dalla natura di abitazione principale) queste categorie catastali:

    - A/1: abitazioni di tipo signorile;
    - A/8: ville;
    - A/9: castelli o edifici di particolare pregio artistico o storico.

    Chi paga la Tasi 2017? In sintesi, la tassa si applica a:

  • prima abitazione che rientri tra gli immobili di lusso (cat. A/1, A/8, A/9);
  • seconda casa;
  • negozi e uffici;
  • immobili d’impresa;
  • fabbricati rurali da uso strumentale.
  • Per le abitazioni concesse in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado in linea retta, è ammessa la riduzione del 50% della base imponibile, non essendo più valida l’assimilazione tra comodato e prima casa.

    In presenza di contratti di locazione è previsto lo sgravio al 75% in tre casi:

    - locazione a studenti universitari (da 6 mesi a 3 anni);
    - contratti agevolati con formula di 3 anni più 2 di rinnovo;
    - contratti transitori da 1 a 18 mesi (nelle aree metropolitane di Roma, Milano, Torino Venezia, Napoli, Genova, Firenze, Bologna, Catania, Bari, Palermo e comuni confinanti).

    Per fabbricati destinati alla vendita da un’impresa costruttrice, si applica l’aliquota all’1 per mille se non ancora locati. Ogni Comune può però azzerare l’aliquota o elevarla fino al 2,5 per mille.

    Le scadenze Imu 2017 e Tasi 2017 coincidono. È infatti possibile pagare la tassa sui servizi indivisibili attraverso bollettino postale o modello F24 in due date (come previsto per la scadenza della prima e seconda rata Imu 2017 per la seconda casa):

    - 16 giugno: scadenza di pagamento acconto Imu e Tasi 2017;
    - 16 dicembre: termine di pagamento del saldo, ovvero della seconda rata Imu e Tasi 2017.

    Il contribuente può decidere in autonomia di pagare la tassa in un’unica soluzione, la cui scadenza è fissata per il 16 giugno.

    Essendo una tassa comunale, l’imposta è variabile a seconda delle aliquote applicate dal Comune. Sono presenti però alcune indicazioni che devono essere seguite in tutta Italia ai fini del calcolo della Tasi.
    L’aliquota base è fissata all’1 per mille, con un coefficiente non vincolante. Ogni Comune può infatti operare variazioni, sino ad azzerarla. Nel caso di innalzamento, però, la somma delle aliquote Imu e Tasi 2017 non può superare il 10,6% per tipologia di immobile.

    La Tasi si calcola con una formula che moltiplica la base imponibile per l’aliquota fissata dal Comune in cui si trova l’immobile.
    La base imponibile si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria catastale di riferimento.
    La rendita catastale è presente nel rogito o nel contratto di affitto dell’immobile.
    Se non si conosce questo valore è possibile effettuare una visura catastale gratuita sul sito dell’Agenzia delle Entrate o in uno degli uffici presenti sul territorio di pertinenza.

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