Salute bambini: cosa fare in caso di convulsioni

da , il

    Convulsioni bambini

    La salute e il benessere dei propri bambini è sempre la principale preoccupazione di tutte le mamme e i papà del mondo. In questo periodo dell’anno, a causa dell’influenza stagionale e delle epidemie di patologie virali tipiche dell’infanzia, i bimbi si ritrovano spesso a letto con la febbre alta. Naturalmente nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di malanni destinati a guarire senza grosse complicazioni, spesso non è necessaria neppure una cura a base di antibiotici, ma solo l’antipiretico, un’alimentazione leggera, letto, caldo e tante tante coccole.

    Però, qualche volta, un innalzamento notevole della temperatura corporea può avere effetti da non sottovalutare nei bimbi molto piccoli. Parlo delle convulsioni, un disturbo che di solito viene associato all’epilessia, ma che invece può interessare, episodicamente, tutti i piccoli pazienti che siano soggetti a febbri molto elevate, intorno ai 40°. Quello che i pediatri consigliano, in casi come questi, è di non farsi prendere dal panico e, soprattutto, di non andare ad immaginare il peggio. Ma entriamo nello specifico.

    A parlarcene è il dott. Massimo Mastrangelo, responsabile dell’unità operativa di Neurologia pediatrica all’ospedale Buzzi di Milano. Innanzi tutto, qualche dato: le convulsioni febbrili interessano circa il 5% dei bimbi e sono per lo più effetto di una predisposizione genetica. Si verificano tra i sei mesi di vita e i 5 anni d’età, con rari casi anche oltre questo periodo. Come si manifesta una crisi convulsiva? In genere con l’irrigidimento del corpo o di una parte di esso, accompagnato da brevi scatti muscolari, ma anche solo con una perdita di contatto brevissima con la realtà circostante, uno stato di momentanea “assenza”.

    Il genitore che dovesse accorgersi che il proprio figlio ha avuto una crisi, deve subito contattare il pediatra e descrivere minuziosamente lo stato generale del bimbo. E’ molto importante essere tempestivi nel soccorrere il piccolo, ma le mamme e i papà devono anche tranquillizzarsi. Di solito singoli episodi convulsivi non sono significativi, e non c’è neppure bisogno di prendere precauzioni particolari. Solo qualora gli attacchi dovessero presentarsi a distanza ravvicinata di tempo, si dovrà pensare ad una valutazione più approfondita del caso.

    “E’ fondamentale avere un buon rapporto con un pediatra curante – spiega il dott. Mastrangelo – per descrivergli esattamente il contesto in cui si verifica l’attacco. Il medico può tranquillizzare i genitori se ritiene che l’evento non sia patologico, ma in caso di dubbi consiglierà di rivolgersi a strutture specialistiche che si occupino di epilessia”. Ultimo consiglio, attenzione a non esagerare con gli antipiretici per abbassare la febbre del piccolo malato, soprattutto la tachipirina, dosi eccessive di questi farmaci potrebbero provocargli un’intossicazione.

    Dolcetto o scherzetto?