Salerno, arrestata madre: faceva prostituire la figlia minorenne per 5 euro

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    Salerno, arrestata madre: faceva prostituire la figlia minorenne per 5 euro

    Una trentunenne di Salerno è finita in manette con l’accusa di aver fatto prostituire la figlia minorenne. La ragazzina, di solo 12 anni, secondo l’accusa veniva portata dalla madre agli appuntamenti finalizzati al compimento di atti sessuali. In alcuni di questi avrebbe “offerto” sua figlia per pochi euro: le prestazioni andavano da 5 a 15 euro. Una storia di degrado che ha scosso la comunità di Castel San Giorgio e l’intera area del Salernitano e che vede coinvolti una madre senza scrupoli, una povera ragazzina 12enne e un pregiudicato 62enne al quale veniva offerta la bambina e che procurava a sua volta altri clienti.

    Dalle conversazioni su whatsapp è emerso che l’attività di prostituzione si svolgeva in un fatiscente casolare delle campagne di Salerno, in una baracca messa a disposizione da un agricoltore. Il complice della madre non si limitava a “usarla “ per sé, ma la proponeva in giro ad altri potenziali clienti, portandola per esempio nei centri massaggi, in locali notturni.

    La ragazzina però, sentita dagli investigatori , sembra che abbia negato tutto quanto.

    Al momento è comunque affidata ai servizi sociali.

    La madre è indagata anche per estorsione

    La madre che faceva prostituire la figlia è indagata anche per estorsione nei confronti di un 47enne con il quale aveva intrattenuto, recentemente, rapporti sessuali a pagamento. E’ stata la donna stessa a confessare di aver preteso dall’uomo somme di denaro per un ammontare complessivo di circa 4mila euro dopo averlo minacciato di riferire alla moglie dei loro rapporti, nonché di calunniarlo dicendo che sarebbe il padre naturale di una delle sue due figlie.

    La vicenda, triste e squallida, ne ricorda purtroppo altre in cui spesso i figli minorenni sono costretti dai propri genitori a questo degrado. Avevamo raccontato ad aprile scorso di una tredicenne a Roma costretta dai parenti a prostituirsi.

    In quel caso, dopo l’inferno passato, la bambina venne messa in una casa famiglia supportata da psicologi e operatori sanitari. La bambina di Salerno è ora invece affidata agli assistenti sociali e ci auguriamo che avrà le cure necessarie, soprattutto per riuscire a dimenticare. In molti si stanno chiedendo come sia possibile però che gli interventi degli assistenti sociali arrivino così tardi.

    La prostituzione minorile

    C’è però un altro dato preoccupante: quello sulla prostituzione minorile, un fenomeno sottostimato e fortemente in crescita. Per il neuropsichiatra infantile Salvatore Iannuzzi “ l’adolescente che si prostituisce lo fa solitamente per due ragioni: per povertà o per fragilità emotiva. Spesso si tratta di ragazze con una psiche fragile, provenienti da famiglie con problemi economici, che per soddisfare le proprie esigenze consumistiche si prostituiscono. In altri casi sono invece schiavizzate , anche dall’ambiente familiare”. Prosegue: “spesso vendono il proprio corpo per piccole o grandi cose che in quel momento offrono un senso di piacere, di potenza, di modernità. Inizialmente provano un senso di affermazione perché riescono a trovare soldi, poi provano un senso di vergogna”.

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