Rosaria Aprea, da vittima a carnefice: l’ex miss condannata a 3 anni per stalking

Miss Coraggio, Rosaria Aprea, vittima della violenza del suo ex che l'ha quasi uccisa nel 2013, è stata condannata in primo grado per stalking: 3 anni di reclusione per aver perseguitato, secondo l'accusa, il suo ex compagno Pasquale Russo. Per lo stesso reato sono state condannate anche due amiche della donna.

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    Rosaria Aprea, da vittima a carnefice: l’ex miss condannata a 3 anni per stalking

    Rosaria Aprea non più vittima ma carnefice: condannata in primo grado a 3 anni per stalking ai danni dell’ex fidanzato, Pasquale Russo. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato anche le amiche della ragazza, accusate dello stesso reato. La miss 24enne di Macerata Campania era diventata simbolo della lotta alla violenza sulle donne nel 2013, quando l’allora compagno, Antonio Caliendo, con un calcio l’aveva quasi uccisa, spappolandole la milza. Dopo la denuncia e la sua battaglia contro l’uomo, la Miss Coraggio Rosaria Aprea si trova dall’altra parte della barricata. Per lei una sentenza a 3 anni di reclusione. Attualmente la ragazza si trova ai domiciliari per aver violato un ordine restrittivo emesso dopo una denuncia del suo ex, con cui ha avuto un figlio.

    Rosaria Aprea: la Miss Coraggio condannata a 3 anni per stalking

    Il primo grado di giudizio nel processo a Rosaria Aprea per stalking si è concluso con una sentenza di condanna a 3 anni di carcere. La donna, 24 anni, nel 2013 aveva subito un gravissimo atto di violenza che l’aveva quasi uccisa, e per il quale aveva denunciato il compagno di allora, Antonio Caliendo (condannato a 8 anni di reclusione per tentato omicidio). Da allora Miss Coraggio, come è ormai nota la Aprea, ha ripreso in mano la sua vita, in privato come in passerella, con una nuova relazione sentimentale e una fascia di Miss Eleganza conquistata nel 2016. L’accusa che pende sulla donna è quella di stalking ai danni dell’ex fidanzato, Pasquale Russo. Insieme alla 24enne, sono state condannate in primo grado anche le amiche: la 28enne Jeanette Boutria (2 anni e 4 mesi) e la 26enne Marianna Bifone (18 mesi).

    L’ex miss simbolo della lotta alla violenza: da vittima a stalker

    Nel dicembre 2016 Rosaria Aprea ha violato il divieto di avvicinamento a Russo. L’ordine restrittivo era scattato agli inizi dello stesso anno in seguito a una denuncia presentata dall’uomo: secondo il suo ex, Rosaria avrebbe tentato di investirlo con l’auto. Nell’ambito dell’accusa di stalking a Rosaria Aprea, stando alla tesi accusatoria la donna si era presentata con le due amiche a casa del padre, minacciando il suo ex e la compagna. La miss avrebbe tentato persino di aggredire la donna, che secondo la controparte teneva un bambino di pochi mesi in braccio. Tutte e tre le ragazze sono state assolte dalle accuse di aggressione e diffamazione.

    Chiesta la revoca della misura restrittiva

    I legali di Rosaria Aprea, Giuseppe Foglia e Angelo Raucci, hanno presentato istanza di revoca della misura restrittiva dei domiciliari, cui la donna è sottoposta dal gennaio scorso. “È una sentenza che rispetto ma non condivido affatto (quella per stalking, ndr), siamo certi che verrà ribaltata in appello”, ha dichiarato l’avvocato Foglia. La difesa ha fatto sapere, inoltre, che la donna non andrà in carcere. Rosaria Aprea e Pasquale Russo hanno un bambino, che ha 4 anni e nel settembre scorso è stato affidato alla donna dal Tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere.

    Le dichiarazioni choc su Antonio Caliendo

    La modella di Macerata Campania, considerata un simbolo per le altre donne vittime di violenza domestica, dichiarò di star male al pensiero che il suo compagno finisse in carcere e che voleva ritirare la denuncia. Rilasciò dichiarazioni choc in cui diceva di amarlo da morire e di non vedere l’ora di tornare con lui, tutto si sarebbe risolto. Una situazione, per i più, incomprensibile, tanto che l’avvocato della ragazza decise di rinunciare alla difesa, perché si trattava di un femminicidio annunciato. La denuncia contro Caliendo partì d’ufficio, costando all’uomo la condanna al carcere.

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    Oggi la storia si capovolge, e Rosaria torna agli onori della cronaca come persecutrice. Dinanzi al tribunale che 3 anni fa ha visto il processo in sua difesa, si ritrova con un grave capo d’imputazione: quello di stalking.

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