Rosa Di Domenico, la ragazza scomparsa a Napoli: no archiviazione, caccia al pakistano

Ordinata dal gip Giovanna Cervo la riapertura del caso di Rosa Di Domenico: la 15enne scomparsa due mesi fa da Sant’Antimo (Napoli). Indagato il cittadino pakistano Alì Qasib residente a Brescia con il quale la minorenne era in contatto via chat. Oltre alla presunta conversione della ragazza all’Islam, si indaga su un possibile scambio di foto in rete a contenuto pedopornografico.

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    Rosa Di Domenico, la ragazza scomparsa a Napoli: no archiviazione, caccia al pakistano

    Sul caso di Rosa Di Domenico, la 15enne scomparsa due mesi fa da Sant’Antimo (Napoli), il gip del Tribunale di Napoli, Giovanna Cervo, ha ordinato la riapertura delle indagini e ordinato al pm di iscrivere nel registro degli indagati Alì Qasib, cittadino pakistano con cui la ragazza era in contatto. L’uomo, 28 anni, residente a Brescia, aveva conosciuto Rosa in chat e potrebbe averla adescata e indotta a fuggire.

    La scomparsa di Rosa Di Domenico

    Dopo che Rosa aveva conosciuto Alì Qasib in chat circa due anni fa, il suo stile di vita era cambiato: aveva modificato le proprie abitudini alimentari e l’abbigliamento fino ad assumere uno stile di vita tipico di una donna musulmana. Molto probabilmente la ragazza, invaghita del pakistano, avrebbe iniziato un percorso di islamizzazione.

    Fatto sta che la mattina del 24 maggio Rosa esce di casa dicendo che sarebbe andata a scuola e nel pomeriggio da un’amica. Da allora, nonostante le ricerche, i familiari non hanno più saputo niente di lei. Alcuni giorni prima la madre l’aveva vista cercare in rete gli orari dei treni della linea Napoli – Brescia e l’ipotesi è che potrebbe avere raggiunto l’uomo. Ed in effetti sembra che la ragazza sia stata vista salire su un treno a Napoli e scendere proprio lì.

    Ancora da confermare la veridicità su alcune fonti che avrebbero riportato presunte minacce fatte a Rosa da parte di un gruppo di persone fuori dalla scuola: “Seguimi o ucciderò tuo fratello”.

    I genitori però non hanno dubbi: “Rosa lo conobbe quando aveva solo 13 anni – raccontano – e sembrava davvero infatuata. Poi però qualcosa è cominciato ad andare storto. Sono arrivate le prime minacce, chiedeva continuamente foto. Addirittura le vietava di mangiare la carne, proprio come gli imponeva la sua religione”. E’ con questo sospetto che i genitori di Rosa denunciarono l’uomo, che sarebbe poi stato cacciato di casa da suo padre.

    Vittima di uno scambio di foto?

    Il giudice chiede anche di indagare se la ragazzina sia stata vittima di uno scambio di foto in rete a contenuto pedopornografico. “Occorre svolgere ulteriori indagini finalizzate ad accertare i fatti denunciati e identificare i soggetti coinvolti nella vicenda”, scrive il giudice. Da analizzare ancora i profili social di vittima e presunto rapitore, così come l’intervista del padre di Alì fatta poco tempo fa alla trasmissione tv Chi l’ha visto.

    Insomma ci sono diversi punti da chiarire ed è per questo che è stato ordinato di riaprire il caso, a partire dalla relazione tra il cambio di fede e lo scambio di scatti a contenuto pedopornografico, cosi come la testimonianza di un’amica di Rosa. La ragazzina avrebbe detto di aver visto Alì a Sant’Antimo incontrarsi con Rosa prima della sua scomparsa.