Roma: dieta dopo il parto, paralizzata a causa dei farmaci

Rinviato a giudizio il medico, accusato di lesioni colpose gravissime e prescrizione di sostanza stupefacente. Il processo a suo carico si aprirà il prossimo 23 febbraio e per la Procura avrebbe cagionato, con la sua condotta, un danno irreparabile alla paziente, che oggi riesce a comunicare soltanto con l'uso di una penna o un pc.

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    Roma: dieta dopo il parto, paralizzata a causa dei farmaci

    Dietro l’ictus fulminante che ha costretto una 47enne alla sedia a rotelle potrebbe esserci una dieta killer dopo il parto: a Roma un medico è stato rinviato a giudizio per aver prescritto un farmaco non necessario a fini terapeutici, che avrebbe causato la paralisi della paziente. L’uomo è sotto accusa per lesioni colpose gravissime e prescrizione di sostanza stupefacente. Andrà a processo il prossimo 23 febbraio.

    Dietologo rinviato a giudizio con gravi capi d’imputazione

    La protagonista è una donna che oggi ha 50 anni, e che dal 2014 è costretta su una sedia a rotelle dopo aver dato alla luce due gemelli. A causare la paralisi permanente sarebbe, secondo l’accusa, un farmaco pericoloso prescritto dal medico che seguiva la paziente nel percorso di dimagrimento post parto. Una dieta killer, insomma, che avrebbe sortito effetti devastanti.

    Andrà a processo un dietologo romano su cui pendono gravi capi d’imputazione: lesioni colpose gravissime e prescrizione di sostanza stupefacente. La pm, Maria Gabriella Fazi, ne ha disposto il rinvio a giudizio con prima udienza fissata per il prossimo 23 febbraio.

    Paralizzata dopo l’assunzione della prima pastiglia

    La donna, che voleva perdere i chili accumulati durante la gravidanza, si era rivolta allo specialista. Il medico le avrebbe prescritto un farmaco a base di fenilpropanolamina, uno psicoattivo della classe delle anfetamine usato come stimolante e anoressizzante, in grado, cioè, di produrre immediati effetti dimagranti.

    Ma la prima assunzione del medicinale si è rivelata fatale: un ictus fulminante l’ha paralizzata e dopo il coma si è svegliata con un severo deficit a carico di metà del corpo. Parla a stento, e oggi è in grado di comunicare solo attraverso l’uso di una penna o un pc.