Roma, concessi due giorni di permesso retribuito per curare il cane malato

Una bibliotecaria universitaria ha chiesto due giorni di permesso per assistere il cane, ma quando non le sono stati concessi si è rivolta alla Lav, la Lega anti vivisezione. Con il loro aiuto è riuscita a dimostrare che il cane faceva parte della famiglia, vincendo la sua battaglia e ottenendo per la prima volta il permesso retribuito. 'Si tratta di un significativo passo in avanti' ha commentato il presidente della Lav

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    Roma, concessi due giorni di permesso retribuito per curare il cane malato

    Una dipendente dell’università La Sapienza di Roma ha ottenuto due giorni di permesso retribuito per assistere il proprio cane che doveva subire un intervento chirurgico. La donna, impiegata alla biblioteca universitaria, non aveva nessuno a cui delegare l’assistenza del suo animale. La donna si è quindi rivolta alla Lav, la Lega anti vivisezione, riuscendo a dimostrare che la cura dell’animale era un grave motivo personale e ne giustificava quindi il permesso . Per la prima volta è stata riconosciuta ad un lavoratore la possibilità di assentarsi per stare vicini al proprio animale.

    Niente permesso per curare il cane

    Una storia a lieto fine quella di Anna, 53 anni, bibliotecaria , che ha vinto la battaglia per poter assistere il suo cane che doveva subire un’ operazione importante. Aveva scritto all’amministrazione domandando due giorni di permesso per gravi motivi di famiglia per poter assistere il suo cane, un setter inglese di 12 anni, che doveva subire una delicata operazione per il restringimento della laringe. Non essendoci precedenti per l’assistenza di animali domestici, l’ufficio del personale, sostenendo che il cane non facesse parte del nucleo familiare, non le aveva concesso i giorni di permesso, ma glieli aveva computati come giorni di ferie.

    Battaglia vinta grazie alla Lav

    È stato a questo punto che Anna ha deciso di rivolgersi alla Lav, la Lega anti vivisezione, ricevendo direttamente l’aiuto del presidente dell’associazione, Gianluigi Felicetti. Felicetti, assieme all’ufficio legale hanno rintracciato alcune sentenze della Cassazione che stabilivano come la mancata cura di un animale configura il reato di maltrattamenti : se un proprietario non cura il suo cane, può essere penalmente perseguito per maltrattamenti ed abbandono. L’Università La Sapienza ha deciso così di accogliere la richiesta di Anna e , dopo aver ottenuto una certificazione medico-veterinaria, il direttore generale ha firmato la decisione retroattiva, cancellando i due giorni di ferie e concedendo i due giorni di permesso. “Un altro significativo passo in avanti che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia” ha dichiarato il presidente della Lav Felicetti.

    Dolcetto o scherzetto?