Roma, bambini nella cuccia del cane: a giudizio titolari di un asilo nido

Andranno a processo con rito abbreviato due gestori di un asilo nido accusati di maltrattamenti su minori. La struttura ospitava bambini da pochi mesi ai 3 anni di età. I capi d'imputazione sono gravissimi, e oltre al reato di violenze si contesta anche l'irregolarità dell'asilo, che sarebbe risultato abusivo.

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    Roma, bambini nella cuccia del cane: a giudizio titolari di un asilo nido

    Una storia di presunte violenze ai danni di minori a Roma: due titolari di un asilo nido a processo con l’accusa di aver lanciato i bambini nella cuccia del cane. A questo si somma la contestazione di insulti all’indirizzo dei minori e persino l’uso di allusioni a sfondo sessuale. La procura ha chiesto il giudizio immediato per le due persone che fino al giugno scorso gestivano la struttura, ora ai domiciliari.

    Maltrattamenti in asilo nido: titolari sotto accusa

    Per le due persone finite agli arresti domiciliari per un presunto caso di maltrattamenti su minori (da pochi mesi a 3 anni di età) le accuse sono pesantissime.

    L’ipotesi è che in quella struttura si verificassero episodi drammatici, secondo cui i bambini venivano lanciati nella cuccia del cane e apostrofati con parole irripetibili.

    L’asilo era abusivo

    Gli inquirenti hanno portato alla luce anche una situazione di irregolarità all’interno della struttura, risultata abusiva, e in cui sarebbero stati ingaggiati dipendenti in nero. Si trattava di un appartamento senza alcuna indicazione sul tipo di servizio offerto, nessuna insegna, e nessuna ricevuta fiscale. 18 le famiglie costituitesi parte civile nel processo a carico dei due imputati. Il pm ha respinto la richiesta di patteggiamento e i due andranno a giudizio con rito abbreviato.

    Le indagini dopo la segnalazione di una famiglia

    A far scattare la molla delle indagini la segnalazione della famiglia di una bimba di 1 anno, che secondo i genitori rientrava dal nido con evidenti segni di un pianto prolungato.

    Da un controllo pediatrico sarebbe emerso che la piccola aveva contratto la candida, sintomo di una scarsa igiene durante il giorno. Il sospetto della mamma della bambina si è fatto sempre più consistente dopo aver visto la piccola schiaffeggiarsi da sola, in atteggiamenti di autopunizione, con frequenti episodi di interruzione improvvisa del sonno notturno.

    La madre ha deciso così di inserire un registratore all’interno dello zainetto della figlia, per verificare la sussistenza di situazioni particolari all’interno dell’asilo.

    Inchiodati dalle telecamere interne

    Secondo l’ipotesi della procura, ci sarebbero elementi sufficienti per portare i due a giudizio immediato. Le prove sarebbero cristallizzate dalle registrazioni delle telecamere posizionate all’interno dell’asilo su disposizione del pm.

    “Trattamenti disumani e pietosi”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico dei due indagati lo scorso 11 giugno. Si sarebbe trattato di condotte gravissime e reiterate, cui si sarebbero aggiunti episodi di violenza fisica tra i quali schiaffeggiamenti e percosse.