Roma, bambina morta a 9 anni: non è stata uccisa dal metanolo

Non è stato il metanolo ad uccidere una bambina di 9 anni, morta all'ospedale Bambin Gesù di Roma dove era stata ricoverata d'urgenza, in seguito a un doppio attacco cardiaco. Nel sangue sono stati rilevati valori di metanolo che avevano fatto pensare ad una intossicazione, del tutto esclusa dal direttore del Centro Antiveleni di Pavia. La procura ha aperto un'indagine per omicidio colposo a carico di ignoti.

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    Roma, bambina morta a 9 anni: non è stata uccisa dal metanolo

    Non è stato il metanolo a uccidere la bambina di 9 anni di Matera morta a Roma all’ospedale Bambin Gesù, dove era ricoverata a causa di un doppio arresto cardiaco. Inizialmente si pensava potesse essere deceduta dopo aver giocato con lo Slime, un gioco domestico molto diffuso realizzato con la schiuma da barba. Le analisi escludono completamente l’ipotesi che a causare il decesso sia stata un’intossicazione da metanolo.

    Morta a 9 anni: tracce di metanolo nel sangue

    Non c’erano prove certe ad indicare nell’utilizzo del gioco domestico la causa scatenante della morte della piccola. La bambina, senza aver mai avuto patologie specifiche, è stata colpita da due attacchi cardiaci: potrebbe dunque trattarsi di una tragica morte accidentale, forse dovuta ad un’allergia.

    Lo Slime, un diffusissimo gioco domestico, è simile al pongo e si può reperire facilmente in commercio. Al tempo stesso è molto semplice riprodurlo in casa, partendo da una base di borace in polvere ( la stessa utilizzata per solventi e disinfettanti) a cui si aggiunge colla o altri solventi per dare la giusta consistenza.

    Tra le alternative era presente anche la schiuma da barba, contenente metanolo che viene però sconsigliata proprio a causa della tossicità di questo elemento sul corpo umano, che un bambino può facilmente ingerire. Molti video sul web forniscono alternative meno pericolose per costruire questo gioco fai-da –te.

    Morta per il metanolo? L’esperto esclude l’ipotesi

    Non è stata un’intossicazione da metanolo ad uccidere la piccola: lo rivela in una nota il direttore del Centro Antiveleni IRCCS di Pavia, Carlo Locatelli. Le analisi sul corpo della minore dimostrano l’assenza di intossicazione, che, come spiega la nota, “avviene per ingestione e non può essere causata da inalazioni, durante preparazione e/o manipolazione artigianale di slime o giochi simili”.

    Queste evidenze scagionerebbero l’imputato numero uno, lo slime divenuto spauracchio dopo i sospetti del caso.

    Tra le ipotesi, infatti, si era fatta strada quella che la bimba potesse aver subito un’intossicazione da alcol metilico (presente nella schiuma da barba del papà) per produrre il gioco in casa. D’altronde, la sola anomalia riscontrata negli esami condotti sulla piccola era quella relativa al tasso di metanolo nel sangue.

    Slime: rischio intossicazione da boro, niente metanolo

    Il metanolo, tra le altre evidenze emerse, non è comunemente contenuto nei prodotti di uso quotidiano (domestico o cosmetico). Il Centro Antiveleni lancia, su questo aspetto, un’ulteriore precisazione: la produzione in casa dello slime può esporre al rischio di intossicazioni da boro, anche se queste sarebbero comunque di lieve entità.

    La procura apre un indagine

    La bambina, sopraggiunta all’ospedale con il codice rosso, è apparsa subito in condizioni gravissime e i medici sono riusciti a tenerla in vita solo per qualche giorno. Fin da subito avevano destato stupore i valori elevati di metanolo nel sangue. Ora il pm Maurizio Arcuri e l’aggiunto Nunzia D’Elia della procura di Roma hanno aperto un’indagine per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti.