Roma, adesca ragazza 15enne su Facebook e la stupra: a processo 45enne

L'uomo l'avrebbe adescata con l'inganno, fingendosi studente 25enne di Medicina. L'epilogo dell'incontro con il mittente di quelle gradite lusinghe online è stato drammatico. Lo stupro si sarebbe consumato in un casolare sulla Tiburtina. A processo per violenza sessuale il 45enne.

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    Roma, adesca ragazza 15enne su Facebook e la stupra: a processo 45enne

    Adesca una 15enne su Facebook, per poi stuprarla: a Roma, a processo per violenza sessuale un 45enne. I fatti risalgono al 2014, e l’uomo avrebbe attirato la minorenne nella sua trappola con l’inganno. Fingendosi studente 25enne di Medicina, l’avrebbe convinta all’incontro, con un drammatico epilogo: violentata in un casolare abbandonato sulla Tiburtina.

    Attirata con l’inganno su Facebook

    Sono bastati un profilo fake su Facebook e una serie di bugie per attirare in trappola la ragazzina, appena 15 anni, che di lì a poco avrebbe vissuto il peggior incubo della sua vita.

    Avrebbe agito in questo modo il ‘predatore’, un 45enne cui viene contestato l’odioso reato di violenza sessuale. Si sarebbe finto uno studente di Medicina, per coinvolgere la ragazza in un sempre più torbido scambio di battute, sino all’incontro.

    Ma dietro lo schermo e quella maschera di buone intenzioni, si sarebbe celato il suo stupratore, che avrebbe abusato di lei, nel 2014, in un casolare abbandonato sulla Tiburtina.

    Dalla trappola online all’incontro fuori dalla scuola

    Dalla trappola in rete alla violenza sarebbe passato poco tempo: 4 mesi di corteggiamento serrato, infine l’incontro davanti alla scuola della 15enne e lo stupro nel casolare.

    Quella violenza sessuale, però, sarebbe rimasta impunita in quanto il primo gip non aveva disposto la misura cautelare in carcere per il 45enne.

    L’uomo avrebbe perseguitato la 15enne anche con telefonate e sms a scuola, tali da prefigurare persino il reato di stalking ai danni della giovanissima vittima.

    Niente arresto per il 45enne

    Il gip, all’epoca dei fatti, aveva respinto la richiesta di arresto avanzata dalla procura per “lo stato di incensuratezza” del 45enne (definito comunque “incapace di tenere a freno pulsioni sessuali improvvise”) e perché i messaggi inviati alla 15enne vennero inquadrati in un contesto di “malsano coinvolgimento emotivo sentimentale”. Scattò così il divieto di avvicinamento.

    L’uomo si trova attualmente in carcere, ma per altre vicende (un cumulo di pena per reati contro il patrimonio). Ora va a processo per la violenza sulla ragazzina.