Risultati Referendum, vince il No: dati e analisi di voto

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    Risultati Referendum, vince il No: dati e analisi di voto

    Alle 23 del 4 dicembre si sono chiusi i seggi e sono iniziate le operazioni di spoglio che hanno dato i risultati del Referendum costituzionale: vince nettamente il No e Renzi annuncia le sue dimissioni . Vediamo di capire dati e analisi di voto di questo Referendum costituzionale. Già dai primi exit poll era chiara la vittoria del No. Il risultato finale è stato No 59% e Si 41%.

    Affluenza record, fin dalle prime ore: ha votato ben il 68,48% dei 46.714.950 aventi diritto. Tra questi anche il 30,89% dei quasi 4 milioni di italiani all’estero.

    Il referendum, di tipo conservativo, non prevedeva quorum e chiamava gli Italiani a votare sulla riforma costituzionale esprimendo un SI o un No.

    Renzi nella conferenza stampa a Palazzo Chigi annuncia le sue dimissioni. Prima di parlare ai microfoni twitta: “Grazie a tutti, comunque. Tra qualche minuto sarò in diretta da Palazzo Chigi. Viva l’Italia!”.

    Il No stravince in Sicilia e Sardegna, solo in 3 Regioni vince il Si

    In Italia gli elettori chiamati alle urne sono stati 46.720.943, di cui hanno effettivamente votato 31.997.916 persone con affluenza boom al 68%. Hanno scelto il No 19.025.254 italiani. Le uniche Regioni dove ha vinto il Si sono state la Toscana ( 52,51%), l’Emilia Romagna (50,39%) e Trentino Alto Adige (53,87%). In tutte le altre la maggioranza è stata per il No con primato della Sardegna e della Sicilia dove il No ha superato il 70%.

    In Lombardia la maggioranza è per il No, ma il voto di Milano è controcorrente: a sorpresa nel capoluogo lombardo vince il Si con il 51%. In Lombardia anche Bergamo e Mantova hanno optato per il Si. A Roma invece primeggia il No con il 59,4% e un’affluenza record quasi al 70%. In tutte le grandi città c’è comunque stata grande affluenza: record a Firenze con il 77%. Il numero dei votanti è stato minore al Sud: a Napoli ha votato il 53% e a Palermo il 55%. Il voto degli italiani all’estero invece ha confermato quanto previsto,ossia la vittoria del Si al 32% che quindi non è risultata influente. I voti per corrispondenza sono stati 1.251.728. Il primo paese per numero da cui provenivano i voti è stato il Regno Unito, l’ultimo la Giamaica con un solo connazionale alle urne.

    Discorso di Renzi post Referendum

    Palazzo Chigi   Conferenza Matteo Renzi dopo i risultati del referendum costituzionale

    Il popolo italiano “ha parlato in modo inequivocabile chiaro e netto”, ha detto il premier Matteo Renzi. “Questa riforma è stata quella che abbiamo portato al voto, non siamo stati convincenti, mi dispiace, ma andiamo via senza rimorsi. Come era chiaro sin dall’inizio l’esperienza del mio governo finisce qui”, ha detto ancora Renzi. “Nel pomeriggio riunirò il consiglio dei ministri e poi salirò al Quirinale per consegnare al presidente della Repubblica le dimissioni”. Felice comunque dell’alta affluenza, Renzi dichiara che “é stata una festa per la democrazia, perché molti cittadini si sono interessati della carta costituzionale”.

    Prima di concludere il discorso ha ringraziato la moglie Agnese Landini per essergli stata accanto “nei 1000 giorni”, dopo di che si è commosso e ha ringraziato i suoi figli: “Grazie ad Agnese per la fatica di questi mille giorni e per come ha rappresentato splendidamente il Paese. Grazie ai miei figli e a tutti voi”.

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    Le reazioni

    Tra i primi ad esultare per la vittoria del No, Matteo Salvini: “vittoria di popolo contro i poteri forti di tre quarti del mondo”. Chiede le dimissioni di Renzi e nuove elezioni dichiarandosi “un’alternativa seria” , così come Brunetta e la Meloni. Gioisce anche il M5S: il deputato M5s e presidente della Commissione vigilanza Rai, Roberto Fico esulta anche per la grande affluenza alle urne “felice per la grande partecipazione. L’Italia c’è!”; mentre per il vicepresidente alla camera Luigi Di Maio “é la sconfitta dell’arroganza. Il governo di uno solo non funziona” e si dice già “al lavoro per formare la squadra del futuro governo 5 Stelle”. Esultanza anche dai politici esteri come Marine Le Pen che su Twitter ha scritto: “Gli italiani hanno ripudiato l’Ue e Renzi. Bisogna ascoltare questa sete di libertà delle nazioni e di autodifesa!”.

    Per il Pd parla il vicesegretario del Partito democratico Lorenzo Guerini che annuncia la “convocazione della direzione del Partito democratico probabilmente già martedì per la valutazione dell’esito del voto e le indicazioni sulle iniziative politiche da assumere”.

    Il caso matite cancellabili

    Scoppia una vera e propria psicosi al Referendum tra gli elettori: il caso delle matite cancellabili. Tutto è partito dai social: giravano infatti messaggi che invitavano gli elettori a portarsi dietro una gomma per cancellare perché le matite date ai seggi sarebbero state alterabili. Questo il messaggio: “Avviso per chi vota! La matita che vi forniscono per votare è cancellabile! Portatevi una gomma e provate se il voto non si cancella. In caso contrario chiamate le autorità competenti e denunciate”. Dopo varie denunce in diversi seggi, il caso del cantante Piero Pelù ha fatto crescere ancor di più la convinzione. Ha infatti postato su Facebook la sua denuncia. E’ stato necessario l’intervento del Viminale per chiarire il tutto, che in una nota ha fatto sapere: “le matite cosiddette ‘copiative’ sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale. Le Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti” aggiunge il ministero, precisando che si utilizzano matite prodotte da Faber-Castell “da almeno cinque anni”.