Rigopiano, il dolore degli orfani a un anno dalla tragedia: “Dimenticati dallo Stato”

Nadia e Sebastiano Di Carlo sono due delle 29 vittime della valanga killer che ha seppellito l'hotel a Farindola, il 18 gennaio scorso. A poco meno di un anno dal dramma che tenne col fiato sospeso l'Italia, parla una zia dei figli della coppia, rimasti orfani, e denuncia il totale abbandono da parte delle istituzioni.

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    Rigopiano, il dolore degli orfani a un anno dalla tragedia: “Dimenticati dallo Stato”

    La tragedia dell’hotel Rigopiano rivive nel dolore degli orfani: “Dimenticati dallo Stato”, a un anno da quella valanga killer che spezzò la vita di 29 persone nel resort a Farindola, in Abruzzo. A denunciare l’abbandono delle istituzioni, ai microfoni del quotidiano La Repubblica, è una zia dei fratelli Di Carlo, rimasti senza genitori e senza tutele dopo aver perso mamma Nadia e papà Sebastiano sotto quell’inferno di neve e macerie.

    Il silenzio delle istituzioni sul dolore degli orfani: la denuncia della zia dei fratelli Di Carlo

    Riccardo, Piergiovanni ed Edoardo hanno 20, 18 e 10 anni. I due fratelli maggiori si sono presi cura del piccolo, proteggendolo dalle insidie di ricordi difficili da annullare.

    Anche lui era lì con i genitori, più fortunato di loro, perché è riuscito a guadagnare la salvezza attraverso l’imponente macchina dei soccorsi che per giorni ha scavato alla ricerca della vita sotto quella silenziosa e spettrale coltre di neve.

    La zia dei tre, che si occupa di loro, oggi denuncia il totale abbandono da parte dello Stato, da cui si sarebbero aspettati un maggiore sostegno: “Lo Stato ci ha abbandonato. Ci aspettavamo un aiuto, ma sono arrivate solo donazioni da privati”.

    La difficile ripresa dopo la tragedia del Rigopiano

    La ripresa della normale vita di sempre è stata durissima, soprattutto per i due fratelli maggiori. Si sono dati da fare per mandare avanti quel che resta della famiglia da quel maledetto 18 gennaio 2017, senza ricevere nessun aiuto dalla istituzioni, come dice la zia.

    A fatica, hanno preso in mano le redini dell’attività dei genitori, una pizzeria, che mandano avanti tra mille difficoltà. A loro non sarebbe stata riservata neppure la temporanea esenzione delle spese iniziali per avviare nuovamente il locale.

    La priorità, per Riccardo e Piergiovanni, è il benessere del loro fratello più piccolo: per lui, soprattutto, hanno stretto i denti e intrapreso un duro cammino di rinascita.

    La legge, in realtà, non prevede alcun fondo per i familiari delle vittime di una simile catastrofe. Nessun sostegno è previsto nemmeno per superstiti o orfani.