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Ricercatrice torinese uccisa a Ginevra, spunta la pista passionale

Ricercatrice torinese uccisa a Ginevra, spunta la pista passionale
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    Ricercatrice torinese uccisa a Ginevra, spunta la pista passionale

    La 29enne ricercatrice torinese Valentina Tarallo è stata uccisa a sprangate a Ginevra l’11 aprile scorso mentre stava tornando a casa. La giovane ricercatrice originaria di La Loggia frequentava un dottorato di Fisiologia cellulare e metabolismo all’Università di Ginevra. Lunedì sera Valentina Tarallo stava rientrando a casa dopo una sessione di allenamenti in palestra quando è stata colpita alla testa con una spranga di ferro da un uomo di origine africana alto circa 1,90 m. davanti al numero civico 22 di avenue de la Croisette. Alcuni testimoni hanno prontamente chiamato i soccorsi che hanno provato a rianimare la ragazza per 45 minuti, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Inizialmente si era diffusa l’ipotesi di una rapina finita male, ma ora quella più accreditata sembra essere quella di un’aggressione per motivi passionali.

    Il ministero pubblico, che ha la giurisdizione sull’intero territorio del Cantone, ha confermato l’apertura di un’inchiesta per omicidio e la polizia è sulle tracce di un uomo di origine senegalese tra i 20 e i 30 anni. La procura di Ginevra ha diramato una nota in cui si sottolinea che “l’autore dell’omicidio è tuttora in fuga ed eventuali testimoni sono invitati a entrare in contatto rapidamente”. Il quotidiano La Tribune de Genève ha rivelato che l’aggressore potrebbe essere una conoscenza della vittima. Alcuni conoscenti di Valentina Tarallo hanno infatti riferito ai media locali che la ricercatrice torinese aveva avuto una breve relazione d’amore con un ragazzo africano molto geloso, da cui si sarebbe allontanata proprio per questo motivo.

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    Una vicina di casa di Valentina ha raccontato ai cronisti: “È una cosa orribile. Non le avevo mai parlato. Sa, qui ci sono tante persone in affitto, gli inquilini cambiano spesso. Però aveva l’aria gentile.

    È davvero orribile”. Un’altra vicina di casa e coetanea di Valentina ha asserito: “Sono tornata a casa cinque minuti prima di lei. Ho la sua stessa età. Poteva capitare a me”.

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    La famiglia e gli amici di Valentina Tarallo sono sconvolti e distrutti. La sua amica Cristiana ha raccontato ai giornalisti: “Valentina era una ragazza speciale, sono cresciuta con lei e il solo pensiero di non poterla più rivedere mi fa venire i brividi. Lo scorso weekend era tornata a casa, ma era tornata subito a Ginevra per proseguire quel lavoro che l’aveva portata lontano ma che tanto le piaceva”. Il direttore dell’Unità di Epidemiologia della Città della Salute, dove Valentina ha fatto la tesi, ha ricordato così la giovane ricercatrice: “Aveva talento. Ero stato io a proporle il centro di ricerca di Ginevra – ha raccontato il professore Franco Merletti -, una realtà di primo livello da cui avrebbe potuto trarre il meglio per i suoi studi molecolari”.

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    R.I.P. Valentina.

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