Relazione violenta, quale aiuto possono fornire i genitori

In aumento i casi di relazioni violente tra i giovanissimi, riflesso della società in cui vivono. Episodi spesso ignorati o giustificati dalla famiglia. Quali sono i segnali che i genitori possono cogliere e come intervenire al meglio per aiutare i figli.

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    Relazione violenta, quale aiuto possono fornire i genitori

    La violenza di genere, in particolare il femminicidio, era generalmente associata a situazioni dove gli adulti erano protagonisti, ma negli ultimi anni, l’età media è scesa, arrivando a riguardare anche i giovani e gli adolescenti, come nel caso di Noemi Durini, la 16enne di Lecce uccisa dal fidanzato violento. Individuare un rapporto malsano e violento, dovrebbe essere più facile una volta cresciuti, mentre non è così scontato per i più giovani, specialmente se si tratta delle prime esperienze. Gli adolescenti infatti tendono a minimizzare le situazioni a rischio o addirittura interpretare in maniera positiva comportamenti possessivi o violenti. In questi casi l’appoggio dei genitori può rivelarsi fondamentale.

    I segnali di una relazione violenta

    Su questa tematica, particolarmente attuale, si è espressa la Dottoressa Antonella Bozzaotra, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania.

    La violenza, innanzitutto, è qualcosa che si apprende e varia da caso a caso. Non esistono dei segnali precisi per riconoscere un rapporto violento, piuttosto vi sono delle modalità messe in atto da chi ne sta vivendo uno. Il primo campanello d’allarme può essere l’isolamento, una coppia che vive una relazione violenta, ad esempio, tende ad isolarsi socialmente e al tempo stesso vivere in maniera simbiotica, riducendo al minimo le distanze all’interno della coppia e aumentando proporzionalmente quelle con l’esterno.

    Relazione violenta, in aumento tra gli adolescenti

    Un genitore è fondamentale per aiutare un figlio che sta vivendo questa situazione, anche se, come sostiene la Dott. Bozzaotra, non può aiutarlo ad uscirne. Quello che si può fare è instaurare un dialogo sincero, basato sulla fiducia, proporre delle alternative e insistere affinché prenda la decisione migliore.

    Non bisogna dimenticare che spesso un adolescente violento non è altro che il riflesso dell’ambiente in cui vive, un ambiente dove ha osservato o subito episodi di violenza, diventando lui stesso una vittima. Spesso invece i genitori tendono a minimizzare gli episodi di violenza, arrivando al punto di giustificarli o evitare di assumersi la loro parte di responsabilità.

    Negli ultimi tempi è innegabile che gli episodi di violenza tra gli adolescenti siano in aumento e questo, secondo la psicologa, dipende dalla modalità con cui vivono le nuove relazioni. Una modalità che prevede “una violazione continua del corpo e degli spazi interpersonali, quasi a negarne la sacralità : si supera continuamente il limite e questo sfocia nella violenza”.

    Relazione violenta, cosa può fare la famiglia

    I genitori, spesso ignorano le violenze subite dai figli, i quali si stanno via via ritagliando sempre più spazio e indipendenza all’interno dell’ambiente domestico. Ma davanti ad un episodio di violenza, l’unica cosa che un genitore non deve fare è rimanere in silenzio, come a negare l‘accaduto o qualsiasi forma di coinvolgimento. È fondamentale essere presenti per i figli, non fargli mai mancare il supporto e la possibilità di potersi aprire senza paura. Altrettanto importante, mantenere l’equilibrio tra il rispetto per l’individualità dei propri figli e il proprio dovere di genitori.