Natale 2016

Ragazzina di 16 anni violentata a Melito Porto Salvo, il paese volta le spalle: Se l’è cercata

Ragazzina di 16 anni violentata a Melito Porto Salvo, il paese volta le spalle: Se l’è cercata
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    Ragazzina di 16 anni violentata a Melito Porto Salvo, il paese volta le spalle: Se l’è cercata

    Una ragazzina di 16 anni è stata vittima di violenze e abusi sessuali dal suo ex fidanzato e dai suoi amici sin da quando aveva 13 anni a Melito Porto Salvo, un comune di oltre 11mila abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria. L’adolescente ha subìto violenze atroci per tre anni di seguito dal branco composto da nove uomini, tra cui il figlio del presunto boss della ‘ndrangheta Remingo Iamonte e il figlio di un maresciallo dell’esercito, che ha approfittato della fragile e acerba personalità della adolescente.

    “C’era la coperta rosa – ha ricordato la ragazzina alla psicologa – E non avevo più stima in me stessa. Certe volte li lasciavo fare. Se mi opponevo, dicevano che non ero capace. Mi veniva da piangere. Mi sentivo una merda”. Lei non mangiava più e non voleva andare più a scuola.

    L’incubo è finito la scorsa settimana per la 16enne quando i carabinieri della compagnia di Melito Porto Salvo, su disposizione dei gip del Tribunale di Reggio Calabria e del Tribunale dei minorenni, hanno arrestato 8 giovani e un minorenne. Il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, ha asserito: “Questo territorio sconta un ritardo costante. C’è una mancanza di sensibilità. Anche i genitori sono stati omertosi. Tutti sapevano”. Il forum del terzo settore si è costituito parte civile.

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    Una storia agghiacciante e terribile aggravata dal fatto che anche la gente comune di Melito Porto Salvo ha voltato le spalle alla vittima di queste violenze perché “se l’è cercata”. Alla fiaccolata di solidarietà a favore della 16enne vittima di abusi sessuali, la gente di Melito Porto Salvo non ha partecipato. All’iniziativa hanno preso parte sindaci, associazioni, organizzazioni e cittadini di altri comuni. Il sindaco di un comune limitrofo ha dichiarato: “Tra la gente era presente una vulgata di tipo giustificativo. Dobbiamo impegnarci su questo fronte dal momento che si sono fortemente ridotti i livelli di percezione”.

    Il padre della ragazzina ha dichiarato ai cronisti: “Purtroppo mi aspettavo questo tipo di partecipazione… Tante volte avrei voluto andarmene da questa situazione. Non mi piace usare la parola schifo, perché a Melito ci sono cresciuto. Ma se potessi, certo, se non avessi il lavoro, prenderei mia figlia e la porterei lontana. Abbiamo cercato solo di difenderci”.

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    Una vicenda sconvolgente e abominevole che sta facendo rapidamente il giro della Rete, tra lo sconcerto e l’indignazione del popolo del web e dell’opinione pubblica nazionale.

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