Natale 2016

Raffaella Presta uccisa dal marito, le ultime dichiarazioni shock della donna

Raffaella Presta uccisa dal marito, le ultime dichiarazioni shock della donna
da in Cronaca, Violenza sulle donne
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    Raffaella Presta uccisa dal marito, le ultime dichiarazioni shock della donna

    Raffaella Presta è stata uccisa con due colpi di fucile dal marito Francesco Rosi il 25 novembre 2015 nella loro casa a Perugia. L’agente immobiliare ha ammazzato la moglie con un fucile da caccia dopo che la donna aveva manifestato l’intenzione di lasciarlo. Dalla metà del 2014, l’avvocato Raffaella Presta aveva un’altra relazione. Francesco Rosi aveva pagato un investigatore privato per pedinarla e ottenere la prova certa della relazione extraconiugale della donna. Lui aveva sempre detto alla moglie che non avrebbe mai accettato la separazione, altrimenti la loro storia avrebbe avuto un epilogo drammatico (“atto finale”)… A pochi mesi dall’efferato omicidio, spuntano le ultime dichiarazioni shock dell’ennesima vittima italiana di femminicidio.

    L’avvocato e mamma di un bambino di sei anni veniva picchiata più volte dal marito, anche davanti al piccolo, dalla metà del 2014 e alle sue amiche più intime aveva confidato il suo più grande incubo: la consapevolezza di potere essere ammazzata. Durante il suo ultimo mese di vita, l’avvocato aveva lasciato alle sue amiche una specie di ultime volontà riguardanti il piccolo. Raffaella Presta aveva stabilito che “in caso di morte, il figlio venisse affidato alla sua famiglia di origine”.

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    Le colleghe di lavoro hanno dichiarato agli inquirenti che Raffaella era succube e terrorizzata dal marito. Alcuni giorni prima del delitto, un’amica aveva notato i lividi sul braccio e aveva saputo dei pugni in fronte e occhi neri e si era offerta di aiutarla, ma Raffaella l’aveva prontamente messa in guardia: “Non ti mettere in mezzo, quello fa una strage”.

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    Il giudice del Riesame ha riconfermato l’arresto in carcere di Francesco Rosi. Il padre della vittima, Antonio Presta, è distrutto: “Ignoravo tutto, la picchiava dove non si vedeva.

    Tante cose sono venute a galla solo dopo – ha dichiarato al TG1 – Pare che il signor Rosi fosse dotato di una certa furbizia, all’inizio la picchiava dove non si vedeva. Evidentemente non aveva calcolato bene la ferocia che viveva vicino a lei, perché, a posteriori, la sentenza era stata già emessa”. L’avvocato della famiglia Presta, Marco Brusco, ha preannunciato che faranno di tutto in giudizio affinché venga riconosciuta la premeditazione e gli venga dato l’ergastolo, dato che non c’è un’altra pena congrua.

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