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Raffaele Sollecito, assolto dal delitto di Perugia fa causa ai giudici

Raffaele Sollecito, assolto dal delitto di Perugia fa causa ai giudici

Il giovane assolto insieme ad Amanda Knox nel processo per la morte di Meredith Kercher chiede il risarcimento alla magistratura: 'Hanno sbagliato e mi hanno rovinato la vita, ora paghino'.

da in Attualità, Cronaca
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    Raffaele Sollecito, assolto dal delitto di Perugia fa causa ai giudici

    AP/LaPresse

    Raffaele Sollecito fa causa ai giudici: assolto dal delitto di Perugia insieme all’allora fidanzata Amanda Knox, ora chiede che gli vengano risarciti i danni per i gravi “errori e travisamenti delle prove” che lo hanno portato al carcere. Il giovane aveva chiesto il risarcimento per ingiusta detenzione, respinta nel febbraio scorso. La notizia di oggi è che Sollecito ha citato 9 tra pubblici ministeri procuratori generali, giudici delle indagini preliminari e giudici di corte d’assise e corte d’assise d’appello. La citazione in giudizio è stata formalizzata in base alla nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Raffaele Sollecito ha chiesto 3 milioni di euro perché, sostiene, “mi hanno rovinato la vita”.

    Si apre così un capitolo giudiziario collaterale a quello sul delitto di Meredith Kercher, la studentessa inglese di 22 anni uccisa con una coltellata alla gola la sera del primo novembre 2007 nella sua casa di Perugia, dove viveva mentre era in Erasmus. Uno dei casi di cronaca nera più complessi che hanno visto l’assoluzione di Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Il ragazzo, dopo la conclusione del processo a suo carico, ha lamentato più volte le pressioni mediatiche a cui è stato sottoposto, anche sui social e per lui questo sarebbe un’altra diretta conseguenza degli errori compiuti in sede di giudizio.
    Ora, dopo il rigetto della sua richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione, si apprende che Raffaele Sollecito ha deciso di far causa ai giudici che lo hanno condannato, con la motivazione che avrebbero travisato i fatti e le prove inerenti la morte di Meredith.
    Raffaele Sollecito nel 2016 aveva dichiarato ai nostri microfoni di essere diventato un “personaggio” vittima di “gente spregiudicata e arrogante che mi ha perseguitato. Quindi non sono io che dovrei nascondermi o vergognarmi di qualcosa, bensì loro”.

    Sollecito venne condannato in primo grado a Perugia, poi assolto nel giudizio d’appello.

    La Cassazione aveva però annullato la sentenza e disposto un appello bis a Firenze, con una conseguente condanna di colpevolezza per lui e Amanda Knox.
    L’assoluzione in via definitiva è avvenuta nel 2015, e da allora Raffaele Sollecito si batte per vedere riconosciuto un risarcimento per i danni subiti, tra cui la detenzione di 4 anni.
    In caso di condanna lo Stato pagherà il risarcimento e potrà rivalersi a sua volta nei confronti dei singoli giudici citati.
    La legge sulla responsabilità civile dei magistrati prevede che sussistano un “dolo o colpa grave”. Solo nel secondo caso possono essere citati in giudizio anche i giudici popolari. Su quest’ultimo aspetto sarà il giudice Pietro Spera a valutare se coinvolgere anche i 12 giurati popolari della Corte di Assise di Perugia e di quella di Assise di Appello di Firenze.

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