Pubblicità controverse: da Buondì ai preservativi tutte quelle che hanno creato polemiche

L'ultimo spot del Buondì Motta fa scattare la polemica sui social tra chi sostiene che andrebbe censurato e chi trova il contenuto giustamente ironico.È solo l'ultima di una serie di spot che hanno fatto dell'ironia e dell'equivoco la loro carta vincente.

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    Pubblicità controverse: da Buondì ai preservativi tutte quelle che hanno creato polemiche

    Il Buondì Motta è l’ultimo spot a raccogliere lo scettro di pubblicità politically uncorrect. In un mondo in cui sembra tutto già visto, la pubblicità ha capito che per vendere ormai bisogna anche saper sorprendere il pubblico. Spesso però, l’ironia che scade nel cattivo gusto o l’allusione sessuale che scivola nel sessismo trasformano 30 secondi di spot in una vera e propria bufera mediatica, tra chi difende la libertà d’espressione e chi sostiene che certe immagini sarebbe meglio evitarle. Nel bene o nel male, purché se ne parli.

    Buondì Motta, scatta la polemica sullo spot

    Dell’ultimo spot di casa Motta se ne è parlato molto nei giorni passati. Il setting canonico da famiglia del mulino bianco, tavola bianca immersa nel verde, mamma e figlia sorridenti pronte a far colazione, viene totalmente stravolto nel finale, dove un asteroide colpisce la madre, rea- a quanto pare- di non credere nell’esistenza del Buondì. L’asteroide, è il caso di dirlo, ha colpito nel segno poiché la polemica innescata dall’ironico spot ha fatto si che la parola Buondì Motta fosse sulla bocca -e social-di tutti.

    Bufera sui social, censura o genialità?

    I maggiori detrattori si indignano del fatto che una figlia debba assistere alla morte della madre, che resti orfana, e che molti bambini al vedere questo spot siano scoppiati in lacrime, temendo che i genitori facessero la stessa fine. Tutto per una brioche.

    Ma ci sono anche molti utenti che hanno apprezzato l’ironia della pubblicità, definendola “una delle più geniali di sempre”. Uno spot che in soli 30 secondi spazza via i sorrisi stucchevoli da famiglia felice a cui siamo da anni abituati, dove la feroce ironia e genialità del marketing Motta si contrappone nettamente e in maniera dissacrante al perenne buonismo e stucchevolezza degli spot di altre marche.

    Non solo in Italia, ecco alcuni degli spot più controversi di sempre

    L’Italia si sa è un Paese in cui è facile che l’ironia e la satira vengano prese sul serio facendo impennare le polemiche, quando invece dovrebbero essere considerate con la giusta dose di humour, leggerezza ed intelligenza. L’obiettivo delle pubblicità è colpire, sconvolgere, rimanere impressa. Non è un caso che questi tipi di spot politically uncorrect sono invece molto più diffusi negli altri paesi e spesso censurati da noi.

    Vediamone alcuni.

    Zazoo Condom

    Questo geniale spot francese, censurato in Italia, vede protagonista un padre in un supermercato alle prese con un figlio isterico che vuole comprare le caramelle. Dopo il no del genitore, il bambino comincia ad urlare e a distruggere il supermercato sotto gli occhi esterrefatti della clientela e quelli rassegnati del padre. Morale della favola? Se non vuoi un figlio del genere, usa il preservativo. Questa pubblicità ha vinto il premio di miglior spot europeo nel 2007.

    “Expressen” il giornale più letto di Svezia

    Uno spot svedese dove poteva essere girato se non in una sauna? Tutto sembra tranquillo finché uno dei due comincia a scrutare con interesse in mezzo alle gambe dell’altro. Dieci secondi di incertezza e poi l’equivoco è risolto: stava solo sbirciando il giornale.

    Lucidascarpe Bunker

    Trenta secondi di equivoci e risate. Un ragazzo intento a strofinare qualcosa tra le gambe, osserva rapito un documentario sull’accoppiamento degli orsi bruni. Il doppio senso è inevitabile.La fidanzata, entra in scena, cade nell’equivoco ed esce disgustata. Il ragazzo, confuso, non capisce. La telecamera si allarga: in fondo stava solo lucidando le sue scarpe!

    Birra Guinnes,da condividere con un amico

    Decisamente provocatoria al limite del sessismo questa pubblicità della Guinnes, dove una ragazza nuda tiene in equilibrio sulla schiena una bottiglia di birra, bevuta, nel corso dello spot, da tre uomini diversi. “Birra Guinnes, condividila con un amico..o anche due”.

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