Pubblicità assorbenti, il liquido rosso invece che blu: addio tabù

Dopo anni di pubblicità sugli assorbenti che rappresentavano il sangue come gel liquido blu, arriva #BloodNormal, la campagna di Nuvenia che abbatte i tabù sulle mestruazioni. Finalmente sangue rosso, senza più vergogna e ipocrisia per rappresentare una normale funzione fisiologica femminile.

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    Pubblicità assorbenti, il liquido rosso invece che blu: addio tabù

    Da anni migliaia di spot sugli assorbenti: i più disparati, ma tutti sempre con l’improbabile gel azzurro per rappresentare le perdite durante il ciclo mestruale. Addio tabù da oggi con il liquido rosso invece che blu: Nuvenia lancia la campagna #BloodNormal, che appunto rappresenterà il sangue nel suo velo colore, il rosso.

    Spot sul ciclo mestruale: il liquido blu al posto del sangue rosso

    Il tabù intorno alle mestruazioni nella pubblicità, cosa per altro normalissima che riguarda milioni di donne tra i 10 e i 45 anni più o meno, non riguardava solo il colore del sangue. Anni di spot, soprattutto televisivi, ci hanno mostrato inverosimilmente come il sangue del ciclo mestruale fosse blu..Perché? In realtà il sangue di qualsiasi essere umano, nonché animale è rosso!. Eppure promuovendo marche di assorbenti tutte le aziende ci hanno propinato quel “liquido blu”.

    Ecco un’altra cosa abbastanza surreale: perché chiamarlo liquido e rappresentarlo come un gel? Stiamo parlando di sangue ed il nome è questo. Non un qualcosa di cui non poter parlare o addirittura vergognarsi, visto che fa parte del ciclo della vita di una donna.

    Il nuovo assorbente Nuvenia, stop all’ipocrisia: le donne rivendichino il loro diritto

    In Europa è conosciuta come Libresse e in Gran Bretagna come Bodyform: è la Nuvenia in Italia, conosciuta per la produzione di assorbenti. Il marchio ha deciso di abbattere il tabù legato al ciclo mestruale di una donna, una funzione fisiologica che accompagna la vita femminile durante l’età fertile. Proprio per questo il brand internazionale ha deciso dopo anni di spot “alterati” di dire stop all’ipocrisia, iniziando a chiamare e rappresentare la realtà per com’è. Innanzitutto addio al siero blu o verde per indicare il sangue, ma andando oltre. Un esempio? In uno degli spot si vede una donna in piscina. Il messaggio sottile è probabilmente volto ad abbattere un altro tabù sulle mestruazioni, ossia quello che durante il ciclo le donne non possono fare il bagno.

    Un altro: si vede un ragazzo che compra gli assorbenti per la sua compagna. Sì perché diciamocelo, non è solo “affar nostro”, ma può coinvolgere tranquillamente fidanzati, mariti e fratelli. Per coloro che diranno o penseranno che tutto ciò sia normale, in realtà sbagliano perché ancora nel 2017 esistono posti nel mondo dove le donne sono discriminate quando hanno il ciclo, considerate una sorta di infette.

    Oppure vogliamo parlare di luoghi comuni? Tipo quello che una donna durante il ciclo è isterica. Beh, il dato veritiero è che c’è uno “scombussolamento” di ormoni, questo è innegabile, ma tacciare una donna nervosa di essere per forza “mestruata” è un altro discorso.

    Il plauso delle donne

    Il nuovo spot che abbatte anni di tabù è piaciuto alle donne, molte delle quali sono soddisfatte per la chiarezza che viene in qualche modo fatta arrivare: è un tema su cui ancora c’è molta disinformazione. In altre pubblicità per esempio si vede che le donne fanno sport durante il ciclo mestruale: quanti pensavano che la donna debba vivere in quarantena durante tale periodo?!.

    Per questo motivo la campagna pubblicitaria è andata oltre: in Inghilterra verrà affiancata da un programma di educazione sanitaria chiamato #AboutBloodyTime, per fare una volta per tutte un po’ di chiarezza.

    In Italia qualcosa del genere è stato fatto avanzando una proposta di legge volta ad abbassare l’Iva dal 22% al 4% sui prodotti femminili, colpiti dalla cosiddetta pink tax.

    Ancora però la strada sembra in salita, visto che in Usa e in Italia ancora oggi gli assorbenti sono tassati perché considerati beni di lusso.