Natale 2016

Protesi al seno, allarme e paura in Italia e in Francia

Protesi al seno, allarme e paura in Italia e in Francia
da in Chirurgia e Medicina Estetica, Intimità, Salute E Benessere, seno
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    Le protesi al seno sono nate per rendere più belle e sicure le donne, e allora perchè devono attentare alla nostra salute? In questi giorni è scattato un allarme protesi in Italia e soprattutto in Francia, alcune protesi, le Pip, si rompevano troppo frequentemente, aumentando i rischi di sviluppare il cancro . Il governo francese ha preso in mano situazione ed ha indetto una sorta di censimento per operare di nuovo tutte le donne e togliere la pericolosa protesi di tipo Pip che è realizzata utilizzando un silicone scadente, ma più economico per le industrie.

    Le protesi Pip sono state realizzate dall’azienda Poly implant prothese di La Seyne-sur-Mer, nel sud della Francia, non vengono usate più da circa due anni, ma in questo arco di tempo sono stati registrati tanti “incidenti” per molte donne. Il problema è sempre lo stesso, le aziende risparmiano sulla nostra pelle. Questi impianti sono stati fatti utilizzando il silicone industriale (quello dei lavandini, per intenderci), e non quello medico. Questo silicone scadente fa rompere le protesi molto più frequentemente e il liquido che viene rilasciato nel corpo, aumenta a dismisura il rischio di farci ammalare di cancro.

    In Francia le donne coinvolte sono moltissime, per adesso sono stati segnalati otto casi di cancro, di cui un linfoma raro, e 2.172 denunce, ma dal censimento si stima che i casi saranno molti di più. Due donne sono anche morte.

    In Italia la situazione è meno grave, i casi dovrebbero essere circa 4 – 5 mila.

    Le protesi non sempre sono fatte per vanità, per molte donne è il passo “obbligato” dopo il tumore al seno, ed è questa la cosa che lascia basiti, un intervento che dovrebbe aiutare a sentirsi meglio, diventa una bomba ad orologeria dentro il corpo. Non è giusto.

    Lo Stato francese fa sapere che gli interventi riparatori saranno a carico dello Stato… è sempre una questione di soldi per loro, non di vita come dovrebbe essere.

    Voi che ne pensate?

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