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Prostituzione legale in Svizzera: italiane frontaliere capofila

Prostituzione legale in Svizzera: italiane frontaliere capofila
da in Cronaca
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    Prostitute

    Prostituzione legale in Svizzera: sono le italiane frontaliere a fare da capofila. Lì sono chiamate “frontaliere del sesso”. Si tratta di prostitute giovani e straniere tra le quali sta aumentando sempre di più il numero delle italiane. Serve davvero poco per praticare il mestiere più vecchio del mondo: basta varcare il confine. Tra portali di annunci e locali in cui poterlo fare senza rischiare di incorrere in sanzioni, le donne italiane stanno riempiendo le fila di questa schiera femminile che guadagna con il sesso. La prostituzione non solo è legale in Svizzera ma regolamentata dal punto di vista fiscale.

    L’obiettivo della legislazione svizzera è quello di evitare che la prostituzione scenda in strada e nella clandestinità. Norman Gobbi, ministro ticinese con delega alla prostituzione ha dichiarato che “Chi vuole prostituirsi deve registrare la sua presenza sul territorio alla polizia, dopodiché ottiene un permesso di cinque anni”. Vi sono però anche molte donne, soprattutto con età compresa tra i 20 e i 30 anni che si prostituiscono in stanze prese in affitto nei motel, in case chiuse che ospitano le libere professioniste al prezzo di 120 franchi, circa 100 euro al giorno. Mentre per i clienti ingresso e consumazione sono a prezzo agevolato per favorire la frequentazione del luogo.

    All’incirca il guadagno per una prostituta si aggira sugli 80 franchi per mezz’ora, cifra che può arrivare a raggiungere i 5-6.000 franchi al mese. Tuttavia, molte di loro evadono il fisco e scelgono di praticare il mestiere solo per qualche mese per poi ritornare in Italia. Altre, invece, iniziano a farlo pensando di smettere dopo qualche anno, giusto il tempo per racimolare qualche soldo e poi ripartire. Qualcuna confessa di fare la prostituta a casa, ricevendo i clienti per i quali svolge l’attività di massaggiatrice.

    In questo modo, afferma di avere la possibilità di decidere se proseguire o meno con il rapporto, e di preferire farlo a casa piuttosto che in un club in modo da non avere un fisso da pagare.

    Nel nostro paese la prostituzione è reato ma questo non rappresenta un efficace deterrente. In particolare il fenomeno è allarmante per la diffusione di questa attività tra le giovanissime, baby prostitute che accettano di farlo per ottenere piccoli regali come una ricarica per il telefono. Recente è il caso delle indagini sulle baby squillo del Parioli di Roma che ha coinvolto anche Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini .

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