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Procreazione assistita, ecco i cibi che aiutano a restare incinta

Procreazione assistita, ecco i cibi che aiutano a restare incinta
da in Alimentazione, Gravidanza, concepimento
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    Procreazione assistita come restare incinta

    Quando si desidera un figlio che non arriva, avvalersi delle tecniche di procreazione assistita si rende indispensabile per poter coronare il proprio desiderio di un maternità e paternità. La fecondazione in vitro, e prima ancora la stimolazione ovarica per aiutare il concepimento, sempre più si stanno rivelando delle opzioni concrete da prendere in considerazione per poter avere la gioia di diventare mamme (e papà). Tra i tanti fattori che in questi ultimi tempi hanno determinato il brusco calo della natalità in Italia, c’è anche proprio una minore fecondità delle coppie, dovuta in primo luogo alla sempre maggiore età in cui una donna decide di avere il suo primo figlio.

    Nel nostro Paese l’età media del primo figlio per una donna è di 32 anni, abbastanza elevata se consideriamo i dati di qualche generazione fa. Come la biologia spietatamente ci insegna, per una donna le probabilità di rimanere incinta naturalmente dopo i 30 anni calano notevolmente, quindi appare chiaro che la fertilità di una 40enne non sarà la stessa di una 25enne, anche se l’aspetto fisico e lo stato di salute indurrebbero a pensare il contrario.

    Il problema è che ogni donna possiede un corredo finito di ovuli, ed è questo limite con il quale ci dobbiamo, volenti o meno, confrontare. Ecco perché, una volta che si sia deciso di tentare un concepimento con la fecondazione assistita, può essere di ulteriore aiuto per aumentare le probabilità, anche agire con mezzi naturali, ad esempio con l’alimentazione. Esistono cibi “stimolanti” del concepimento (non afrodisiaci!), che addirittura triplicano le probabilità di successo della fecondazione in vitro o FIV, vediamoli.

    Ad aver trovato il collegamento tra le aumentate probabilità di restare incinta con la FIV, e il consumo di determinati alimenti, è stato uno studio condotto dai ricercatori della Harvard School of public Heath (USA), coordinato dal dott.

    Jorge Navarro e presentato in occasione dell’annuale meeting della Società europea di Riproduzione umana ed Embriologia a Istanbul (Turchia). La ricerca ha coinvolto un campione di 147 donne di circa 30 anni, tutte sottoposte a trattamenti per la FIV.

    Si è scoperto che le donne che seguivano un’alimentazione ricca di grassi monoinsaturi avevano fino a 3,4 volte di possibilità, in più delle altre, di sottoporsi FIV con successo, e quindi di andare incontro ad una gravidanza. Al contrario, il campione con risultati peggiori era quello la cui dieta si basava sul consumo di grassi saturi, come il burro e le carni rosse. I benefici dei grassi monoinsaturi di origine vegetale sono noti, essi proteggono la salute del cuore e dei vasi sanguigni, mantengono le arterie pulite e riducono le infiammazioni. E ora, veniamo a sapere che aiutano anche la fertilità femminile. Ma esattamente, di quali alimenti stiamo parlando?

    Ci risponde direttamente il dottor Navarro, autore dello studio: “I migliori tipi di alimenti da mangiare sono avocado, olive e l’olio d’oliva, che contengono elevati livelli di grassi monoinsaturi e bassi livelli di altri tipi di grassi”. Grassi molto buoni, evidentemente. Allora, se state cercando un bambino, cominciate già a prepararvi gustose insalate a base di avocado e di olive, in questo periodo estivo vanno benissimo, e la vostra fertilità ne trarrà grande beneficio.

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