Primarie Pd: Renzi il nuovo segretario con la percentuale record del 70%

Alle primarie Pd netta vittoria dell’ex premier Matteo Renzi con una percentuale oltre il 70%. Andrea Orlando al 21,5% e Emiliano al 5,5%. Cala l’affluenza rispetto al 2013 ma i 2 milioni di votanti sono andati oltre le aspettative. Domenica prossima sarà votata la Direzione del Partito. Renzi: “Non lascerò l’Italia nella palude”.

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    Primarie Pd: Renzi il nuovo segretario con la percentuale record del 70%

    Le primarie del Pd che si sono svolte domenica 30 aprile hanno riportato la vittoria schiacciante di Matteo Renzi: l’ex premier è il nuovo segretario Nazionale del Pd, che ha battuto il ministro della giustizia Andrea Orlando e il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano. Con un’affluenza più alta del previsto, circa 2 milioni di elettori hanno espresso il loro voto per Matteo Renzi, che ha incassato oltre il 70% delle preferenze.

    Ai 10mila seggi organizzati in tutta Italia, con l’impegno di circa 80mila volontari, l’affluenza è stata tuttavia in calo rispetto al 2013.

    Matteo Renzi vince le primarie Pd: “Non lasceremo l’Italia nella palude”

    Dopo aver ringraziato tutti, Renzi rivendica l’esistenza della comunità del Pd, “una comunità meravigliosa, non un partito personale, che mi ha sostenuto”.

    Deciso a voltare pagina, annuncia che “inizia una storia totalmente nuova il 30 aprile, nel giorno dell’anniversario della morte di Pio La Torre, inizia una nuova partita rivolta al futuro, non la rivincita di quella vecchia”. “Abbiamo il compito storico di non lasciare l’Italia nella palude”.

    Più che soddisfatto il neo segretario nazionale Pd, che aveva confessato prima dello scrutinio che era deciso a mollare, ma che è stato l’affetto dei militanti a convincerlo a rimettersi in lizza.

    Primarie Pd: le reazioni di Orlando e Emiliano

    I due sconfitti si sono dovuti accontentare di una percentuale molto esigua: il ministro Andrea Orlando si è arrestato al 21,5%, mentre il governatore pugliese Michele Emiliano al 5,5%.

    I due hanno ammesso la netta sconfitta. Orlando ha subito telefonato a Renzi per congratularsi, anche se “adesso è il momento che il partito torni tra le persone che soffrono”. Anche Emiliano si augura “che Renzi abbia imparato la lezione e che diventi adesso custode dei valori costitutivi del centrosinistra”. Entrambi però contestano le percentuali ancora da verificare: il comitato elettorale di Andrea Orlando contesta i dati ufficiali, secondo cui Renzi avrebbe raggiunto il 68% dei voti, Orlando il 22,2% e l’altro candidato alla segreteria, Michele Emiliano, il 9,8%.

    Una leadership assoluta comunque, ribadita anche da altri esponenti del mondo politico come dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. L’ex premier ha avuto anche uno scambio di auguri reciproci con il candidato alla presidenza della Repubblica francese Emmanuel Macron.

    Affluenza in calo rispetto al 2013

    Nonostante ci sia stata un’affluenza oltre le aspettative, si è registrato un calo rispetto alle precedenti primarie. Nel 2013 infatti erano stati 2,8 milioni gli elettori andai a votare. Significa che all’appello mancano più di 800mila voti rispetto alla precedente tornata. Il calo si è concentrato nelle regioni “rosse”, come Toscana ed Emilia Romagna, mentre una controtendenza si è verificata al sud dove è aumentato il numero dei votanti in alcune regioni come Puglia, Basilicata e Abruzzo. A tal proposito da segnalare che la Puglia è l’unica regione in cui ha vinto il governatore Michele Emiliano con il 62% (Renzi invece si è fermato al 32%).

    Domenica prossima l’assemblea per la nuova Direzione di Partito

    L’elezione di Matteo Renzi a segretario Pd sarà ufficiale domenica prossima e verrà votata anche la nuova Direzione del partito. Le priorità su cui ha detto che inizierà a lavorare sono la legge elettorale e i principali dossier del governo, a partire dal caso Alitalia. Ciò con cui dovrà fare i conti sono anche le nuove minoranze interne, quella di Orlando e quella di Emiliano.

    Dolcetto o scherzetto?