Posto fisso: chi non lo avrà mai e chi ne ha addirittura due

Posto fisso: chi non lo avrà mai e chi ne ha addirittura due
da in Donne in Carriera, Primo Piano
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    posto fisso fornero cancellieri

    Strano il destino. Mentre mezza Italia rincorre un contratto di lavoro quantomeno degno di chiamarsi tale, due ministre sputano sul posto fisso. “Serve per stare vicino a mamma e papà”, sfotte la Cancellieri (ndr Ministro dell’Interno). “Un’illusione”, stronca la Fornero (Ministro del Lavoro, scherzo del destino). Proprio quando aumentano a dismisura le persone licenziate a causa di crisi economiche urlate a squarciagola da tutti i giornali nazionali (e non) e mentre i giovani sono costretti a elemosinare un straccio di stipendio necessario per pagare almeno affitto e bollette, due carichi da 90 del Governo italiano uccidono così sogni e speranze dei giovani. Non illusioni, ma diritti e speranze.

    La speranza di farsi una famiglia, di comprare casa, di realizzare progetti. Più banalmente: il diritto di arrivare a fine mese senza avere l’acqua alla gola, di avere i soldi per pagare l’affitto senza chiedere i soldi ai genitori, di potersi ammalare senza rinunciare alla retribuzione dei giorni di malattia.

    Diritti che forse qualcuno sembra aver dimenticato. Così come sembrano illusioni (e queste sì che le sono) quelle di avere un Governo che prenda posizione a favore dei giovani, che rappresentano il futuro del paese e come tali vanno incoraggiati. Non demotivati. Giovani che oggi non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato prima dei 30 anni (quando va bene). La famosa generazione 1000 euro, definita già anni fa in tempi non ancora sospetti una generazione di “bamboccioni” da Tommaso Padoa Schioppa. Quei bamboccioni che se stanno ancora a casa con i genitori a 30 anni è solo perchè non hanno i soldi per pagare un affitto o un mutuo.

    Come si fa oggi a vivere con mille euro? Forse si sopravvive. Di certo non si mette da parte nulla, nè ci si costruisce un futuro. Si fa la spesa, si paga l’affitto, le bollette, la benzina, qualche pizza con gli amici e ci si ritrova già con le tasche vuote.

    Non c’è da stupirsi allora se i famosi 30enni bamboccioni stanno ancora con mamma e papà, non si fanno una famiglia e hanno come massima aspirazione di vita il famigerato posto fisso. Il famoso posto da impiegato pubblico, negli anni scorsi tanto denigrato (sento ancora gli echi di chi diceva: “Viva l’azienda privata, dove fai carriera e puoi finalmente rischiare. Viva la meritocrazia del privato”) e oggi tanto ambito e anelato.

    Ma c’è una cosa che deve indignare ancora di più quegli stessi bamboccioni offesi dalle dichiarazioni delle ministre Fornero e Cancellieri. Proprio oggi il Corriere della Sera ha pubblicato un interessante articolo su Silvia Deaglio, 37 anni, docente universitaria e ricercatrice. Fin qui nulla di strano se non fosse che Silvia Deaglio ha una mamma con un nome decisamente ingombrante: Elsa Fornero. Proprio lo stesso ministro del Lavoro che nei giorni scorsi ha definito un’illusione il posto fisso ha una figlia che di posti fissi ne ha addirittura due: “professore associato di Genetica medica alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino (dove insegnano sia il padre che la madre) e responsabile della ricerca alla Hugef, una fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana” scrive il Corriere.it.

    Insomma, posto fisso sì. Anche due, se possibile. Ma solo ai “soliti (ig)noti”.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Donne in CarrieraPrimo Piano Ultimo aggiornamento: Martedì 24/04/2012 18:05
     
     
     
     
     
     
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