Piromane fermato a Castel Fusano: tra i precedenti anche il tentato omicidio e varie aggressioni

L'uomo fermato dai carabinieri con l'accusa di aver appiccato l'incendio alla pineta di Castel Fusano ha 63 anni e una fedina penale con numerosi precedenti penali, tra cui il ferimento di una prostituta africana, il brutale accoltellamento di una albanese e l'aggressione a una trans con una fucilata al volto.

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    Piromane fermato a Castel Fusano: tra i precedenti anche il tentato omicidio e varie aggressioni

    L’uomo fermato con l’accusa di essere il piromane di Castel Fusano ha una fedina penale con numerosi precedenti: dall’aggressione al tentato omicidio. Le forze dell’ordine lo hanno intercettato nella pineta mentre tentava di dar fuoco al rifugio di una lucciola. Il passato dell’uomo è pesantissimo: noto come “maniaco delle prostitute” ha almeno 3 tentati omicidi alle spalle, più alcune brutali aggressioni nella zona di Ostia.

    Il piromane di Castel Fusano noto come “maniaco delle prostitute”

    Romano Mancini, il secondo piromane fermato dai carabinieri per il rogo di Castel Fusano (il primo è un 22enne originario di Busto Arsizio), è un pensionato 63enne arrestato con la grave accusa di aver posizionato degli ordigni artigianali nella pineta, innescando il grave incendio del 17 luglio scorso. Dalle pagine del Messaggero è emerso che l’uomo non è sconosciuto alle forze dell’ordine: la sua fedina penale conta numerosi precedenti, per reati di media ed elevata gravità, la maggior parte condotti contro “lucciole” della zona, tanto da renderlo tristemente noto come “il maniaco delle prostitute”.

    Un elenco impressionante di precedenti penali

    Nel novembre 1999 aveva sparato con un fucile a canne mozze al volto di una trans brasiliana, sfigurandola.

    Nel 2001 il tentato omicidio di una prostituta albanese di 21 anni, con 14 coltellate (13 alla schiena e 1 alla gola). La ragazza, prima gettata in una zona dove la pineta si fa più fitta, era stata violentata poi accoltellata con una ferocia disumana. Si salvò fingendosi morta. Mancini si era allontanato portando con sè la borsetta della donna, atto che gli valse anche la contestazione del reato di rapina.

    Dopo l’aggressione alla prostituta albanese un altro episodio, ancora senza un responsabile, allungò la scia di sangue nel territorio intorno a Ostia: l’uccisione di una prostituta ghanese, ritrovata carbonizzata dentro un’auto. In queste ore si sono riaperte le indagini per verificare eventuali connessioni con il profilo dell’uomo.

    Nel luglio 2007, aveva sgozzato una prostituta nigeriana senza riuscire a ucciderla. L’aveva avvicinata per appartarsi con lei, poco prima di aggredirla alla gola con un coltello. La donna, strisciando, era riuscita a guadagnare la strada più vicina al luogo del ferimento e ad avvisare un passante che aveva lanciato l’allarme ai carabinieri.

    Per quella grave aggressione, poi configuratasi come tentato omicidio, gli inquirenti erano giunti in breve tempo all’identità del Mancini.

    Dolcetto o scherzetto?