Caso Pipitone: esito negativo per il test del Dna alla bimba che scrisse a Piera Maggio

Caso Pipitone: esito negativo per il test del Dna alla bimba che scrisse a Piera Maggio
da in Cronaca
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    Pipitone: esito negativo per il test del Dna alla bimba che scrisse a Piera Maggio. Prima il messaggio shock ricevuto dalla madre di Denise su Facebook da una bambina che si dichiarava sua figlia, poi una telefonata anonima al Tgr della Basilicata da parte di un uomo convinto di aver riconosciuto Denise Pipitone. Infine la richiesta da parte dei legali di Piera Maggio, madre di Denise, della prova del Dna. E ora, nuovo colpo di scena: il test ha dato esito negativo. La presunta “Denise” è un falso.

    In questi ultimi giorni Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, aveva forse sperato di poter finalmente riabbracciare la figlia, complici il messaggio ricevuto su Facebook, e la telefonata anonima di un uomo convinto di conoscere la piccola. Invece no. Il test del Dna, chiesto dai legali di Piera Maggio per verificare se la bambina del Potentino fosse davvero sua figlia, ha dato esito negativo. La notizia è trapelata sui giornali nonostante la famiglia non avesse ancora ricevuto notizie.

    Ulteriore svolta nel caso Pipitone: i legali di Piera Maggio, madre di Denise, hanno chiesto la prova del dna per verificare se la bambina che aveva scritto alla madre su Facebook, dichiarandosi sua figlia, sia davvero tale. La telefonata da parte dello sconosciuto al Tgr della Basilicata ha infatti insospettito ulteriormente Piera Maggio, inducendola a credere nella possibilità che si tratti davvero di sua figlia. Non resta che attendere!

    Ad affermarlo è stato un uomo che ha contattato il Tgr della Basilicata, convinto di conoscere la bambina che qualche giorno fa aveva contattato su Facebook Piera Maggio, madre di Denise. L’uomo, che ha preferito rimanere anonimo, ha affermato che si tratta davvero di Denise, nonostante la bimba, una volta contattata da “Chi l’ha visto”, avesse negato tutto: “è davvero Denise, vive qui in un centro del Potentino con una famiglia arrivata in regione da qualche anno.” Fra l’altro il cognome della ragazzina corrisponde a quello di una famiglia rom residente a poca distanza da Mazara del Vallo. Si riaprirebbe in questo caso l’ipotesi del rapimento da parte dei nomadi.

    Il mistero si infittisce e il caso Denise Pipitone torna a far parlare di sé. Questa volta è un messaggio social ad aver catturato l’attenzione, decisamente esplicito: “Sono Denise, mamma”. Piera Maggio, che da anni ricorre ai social network per lanciare appelli nella speranza di ritrovare la figlia, ne è rimasta sconvolta. Lo ha rivelato a “Chi l’ha visto”, la trasmissione di Rai 3, spiegando di aver condiviso online la foto che la ritrae insieme alla figlia per divulgarne l’immagine, convinta che un giorno l’avrebbe finalmente riabbracciata. E quel giorno potrebbe essere vicino se il messaggio inviatole dalla ragazzina fosse autentico. In realtà la bimba coinvolta nel caso, rintracciata dalla trasmissione, ha dichiarato di non aver scritto il messaggio, ma subito dopo ha chiesto: “Se Denise è qua, che fate, la venite a prendere?”

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    L’incubo ha inizio l’1 settembre 2004 in quel di Mazara del Vallo.

    Denise viene portata dalla madre a casa della nonna materna ma alle 12:30, Piera Maggio, madre della piccola, riceve una telefonata destinata a cambiarle la vita: sua figlia è scomparsa. Polizia e Carabinieri sono già in loco, pronti a perquisire gli appartamenti di famiglia. Si evince che la nonna, al momento della scomparsa, stava cucinando e che l’ultima persona ad aver visto Denise è stata la zia.

    Di lì in avanti parte l’inchiesta nel tentativo di scoprire le ragioni di tale fuga o rapimento. Piera Maggio si mostra da subito sospettosa nei confronti di Jessica Pulizzi. Il 18 ottobre 2004 una guardia giurata afferma di aver visto la piccola Denise in un gruppo di nomadi, a Milano. Riesce a filmare la scena e nel video, si sente la presunta Denise dichiarare, “Dove mi porti?”, con un accento che ricorda effettivamente la sua voce. Da quel momento le segnalazioni arrivano da tutta Italia, molte persone sono convinte di aver visto Denise ma risultano infondate.

    Finché, nel 2005, le indagini si soffermano su Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, che già in passato aveva dimostrato astio nei confronti di Piera Maggio. Dalle indagini si scopre che Jessica ha mentito più volte in merito alla scomparsa di Denise, poi fuoriesce una registrazione in cui afferma: “Quanno eramu ‘ncasa, a mamma l’ha uccisa a Denise» (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise)”. Ma le prove non risultano abbastanza convincenti e Jessica viene assolta dalle accuse nel 2014. Nel 2015 viene nuovamente richiesta la sua condanna sulla base di alcune prove giudicate schiaccianti, ma pochi giorni fa l’imputata è stata nuovamente assolta.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Giovedì 15/10/2015 13:23
     
     
     
     
     
     
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